Sicurezza
«Borgo del Ponte muore» Sparita anche la sagra
Abbandono e sporco nel quartiere più caratteristico, giardinetti in degrado Chiudono i negozi, i superstiti si lamentano: qui non entra più nessuno
MASSA. Un quartiere dimenticato, vuoto, in degrado, con buche nell’asfalto, parchi abbandonati, fognature che non assolvono alla loro funzione. Borgo del Ponte è così: zona morta al lato del centro storico. Strano, se si pensa che proprio questo quartiere di straordinaria bellezza è uno dei più antichi della città. Strano, se si pensa che fino a cinque, sei anni fa quando esistevano ancora le circoscrizioni di quartiere, era una delle zone più vive. Sagre di quartiere e feste dell’Unità animavano le vie di quel piccolo borgo permettendo alle diverse attività commerciali, lì situate, di lavorare ed esistere. Erano numerosi gli esercizi commerciali esistenti: un forno, un giornalaio, un parrucchiere, macellerie e via dicendo.
Poi, il declino. Le feste scompaiono dal borgo per trovare altre location: l’ultima quella di San Martino – festa di quartiere che per anni occupava le vie centrali riversando nel paese tantissima gente da fuori – che, dall’anno scorso, è stata spostata al’ex deposito Cat. E infine la noncuranza, la mancanza di manutenzione e il conseguente degrado. Quasi inevitabile che a risentirne fossero soprattutto, i commercianti. Delle tante attività storiche che esistevano rimangono adesso un tabacchino, un fruttivendolo e un bar. A luglio ha chiuso infatti la macelleria aperta dal 1958.
Domenica è stato il turno della vecchia panetteria – a giorni dovrebbe tuttavia subentrare una nuova proprietaria. Ma anche le altre attività non vedono un futuro roseo. «Non passa più nessuno di qua – dice Monica Tornaboni dell’omonimo fruttivendolo aperto, nello stesso posto, da vent’anni – prima c’erano le feste e si lavorava molto di più. La gente almeno per una bottiglia d’acqua entrava. E invece ora nulla. Non si lavora più. Ma poi non viene assolutamente curata questa zona. Le fognature non funzionano. L’Asmiu non passa più con la stessa frequenza e a volte ci sono bidoni ovunque. Sembra un quartiere di periferia e invece dovremmo essere quartiere storico».
«Io è poco che sono qui – spiega Katia Franci del Freedom Pub – quindi non ho termini di paragone con gli altri anni però posso vedere cosa non va. Il parco ad esempio è uno scempio: ci ho portato mia figlia due volte e basta perché è seriamente pericoloso: lo scivolo è pericolante e poi c’è sporco ovunque. È davvero trascurato questo paese. Eppure ha tanti punti di attrattiva anche per i turisti, ma non vengono valorizzati». Borgo del Ponte, in effetti, avrebbe tutte le caratteristiche per diventare un vero punto di attrazione turistica e culturale e, quindi, anche commerciale. La chiesa, le stradine, l’arco e la piazza di Genova sarebbero un gioiello, se riqualificati. I commercianti, e non solo, imprecano, quindi che venga fatto qualcosa per rivitalizzare il paese.
Chiedono anzitutto pulizia, manutenzione e illuminazione (ancora in molte parte carente) delle strade e feste di paese. «Non c’è bisogno di grandi opere pubbliche – sostiene – Giovanni Strenta, titolare dell’edicola, terza e ultima attività rimasta in vita – sappiamo che ci sono pochi soldi. Ma almeno pulire. Il parco è sempre pieno di ragazzi e madri con i bimbi proprio perché è all’interno della città, ma non viene mai pulito. Dalla piazzetta hanno tolto delle piante per portarle in piazza Matteotti e hanno lasciato i vasi vuoti. Non potevano rimetterci un seme, una piantina? Più avanti c’è uno spazio pieno di immondizia. Chi viene in questo paese, se è ridotto così male? Anche gli abitanti se ne vanno...».
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