Bocciata l’occupazione dei terreni di Sottorivazzo
AULLA. Era illegittima l’occupazione d’urgenza disposta nel settembre dell’anno scorso dal Comune di Aulla nei confronti dei beni di proprietà di Stefano e Marco Simonetti, che si sono rivolti al Tar...
AULLA. Era illegittima l’occupazione d’urgenza disposta nel settembre dell’anno scorso dal Comune di Aulla nei confronti dei beni di proprietà di Stefano e Marco Simonetti, che si sono rivolti al Tar - rappresentati e difesi dagli avvocati Alessandro Ghibellini e Stefano Ghibellini - e hanno vinto il ricorso. In particolare il ricorso era contro il Comune di Aulla e la Comunità Montana della Lunigiana, per annullare il decreto di annullamento di occupazione d'urgenza preordinata all'espropriazione "a favore del Comune di Aulla, per l'occupazione anticipata dei beni immobili occorrenti per la realizzazione di lavori urgenti di urbanizzazione a Sottorivazzo di Albiano Magra”, e poi i successivi avvisi di occupazione e di “immissione in possesso dei beni”. In quei terreni, la Comunità Montana della Lunigiana voleva realizzare viabilità pubblica, parcheggi e verde pubblico. I ricorrenti lamentano di non essere stati in alcun modo messi al corrente dello svolgimento della procedura, della cui esistenza hanno avuto cognizione solo a seguito della notificazione dell'avviso di immissione. I giudici danno ragione in toto ai proprietari del terreno. Il problema è che la pubblica utilità dichiarata dal Comune di Aulla «non è stata in alcun modo assistita dalle necessarie garanzie partecipative, così che i ricorrenti stessi, proprietari di beni coinvolti nella dichiarazione medesima, ne sono rimasti totalmente all'oscuro». Tutto questo, aggiunge il Tar, contrasta con le normative in vigore. Fondato anche il fatto che non vi sia adeguata motivazione del decreto di occupazione d'urgenza adottato dalla Comunità Montana della Lunigiana in data 1º settembre 2011, urgenza - sottolinea il Tar - «che non è adeguatamente giustificata e che appare difficilmente conciliabile con la scansione del tempi procedimentali che ha caratterizzato la procedura in esame, se solo si tiene conto che la dichiarazione di pubblica utilità del 20 maggio 2010 è stata portata in pubblicazione oltre un anno e mezzo dalla sua adozione». Insomma, tutto annullato. Il Comune e la Comunità Montana della Lunigiana dovranno pagare, in solido, le spese di 3mila euro.
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