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«Abbiamo paura che le macchine ci possano travolgere» Per questo la gente del quartiere ha smesso di mangiare all’aperto
MASSA. La rabbia degli abitanti del quartiere è palpabile. Troppi incidenti, guidatori senza controllo che scambiano quel tratto per una «pista di Indianapolis», senza tenere conto che nei pressi c’è...
MASSA. La rabbia degli abitanti del quartiere è palpabile. Troppi incidenti, guidatori senza controllo che scambiano quel tratto per una «pista di Indianapolis», senza tenere conto che nei pressi c’è una scuola elementare e materna e spesso le mamme passano su questi marciapiedi con i loro bambini.
«Mancano i controlli e il rispetto del codice della strada», esordisce Amilcare Petringa, che vive in una delle due case coinvolte nell’incidente di ieri mattina. L’auto finita fuori strada ha lesionato anche parte del suo muro da poco ripristinato dopo l’ennesimo scontro. «Basterebbe un vigile in borghese – spiega Petringa – e potrebbe fare mille multe al giorno per eccesso di velocità. Nessuno rispetta il limite di 30. Una volta al mese c’è un incidente. A gennaio un’auto ha sbandato ha urtato l’auto di mio figlio parcheggiata in strada e poi ha travolto il cancello di casa, sedie, un tavolo. Da quel momento abbiamo smesso di mangiare all’aperto per paura di ritrovarci una macchina addosso. Seimila euro di danni e nessuno ci ha ancora rimborsati».
«Sono disastri annunciati – spiegano gli abitanti –. Abbiamo chiesto i dossi e ci hanno detto di no perché passa l’ambulanza, che in realtà non passa mai. Le telecamere di controllo, e ancora “no, perché si viola la privacy”. L’unica speranza è che mettano il senso unico al contrario. Il tratto di via Cervara che si congiunge all’altezza del lampeggiante con via Martini dovrebbe essere messo al contrario, dai monti al mare. Sarebbe già un passo avanti».
Le polemiche non si fermano: «La gente è terrorizzata dal vivere qui, ha paura di camminare sul marciapiede con i propri figli», spiega Mauro Vannucci. Suo il muro su cui ha rimbalzato ieri la Punto. «Abbiamo fatto petizioni, ci siamo rivolti agli assessori – spiega – ma hanno messo solo la segnaletica a terra per l’incrocio. Il lampeggiante è segnalato male e, spesso e volentieri, chi non è del posto, non pensa che da una stradina come via Cervara ci possa essere un viale così trafficato. Per ben sei volte un’auto è sbattuta contro la mia casa, tre sul muro di cinta e una sul cancello piccolo. Anni fa ci fu anche un morto, un ragazzo in moto. È ora di finirla. Bisogna che facciano qualcosa». (v.b.)
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