Sicurezza
Unioni civili: ora si vota il registro
Le ripercussioni: case popolari anche a chi non è sposato Boni (Pd), Laquidara (Pdl) e Bonni (5 stelle) non danno l’ok
CARRARA. L’ordine del giorno sulle unioni civili è pronto per andare in consiglio comunale, con un ordine del giorno firmato da Giuseppe Scattina, della Federazione della Sinistra.
Non mancano le polemiche, o meglio le prese di posizioni già annunciate di chi quel registro non lo voterà: «Lo hanno dichiarato, giustificando la scelta con motivi personali - spiega il consigliere Scattina- Carlo Boni del Pd, Laquidara del Pdl e Federico Bonni del Movimento 5 stelle».
Ma il consigliere che ha firmato l’ordine del giorno per istituire il registro delle “coppie di fatto”, prendendo esempio da Milano, Napoli, ma anche dalla vicina Pistoia, è fiducioso: «Credo proprio che passerà».
«È ineludibile l'istituzione di un pubblico Registro delle Unioni Civili, coppie di adulti consenzienti senza distinzioni di sesso e orientamento sessuale - spiega Scattina - L'istituzione del registro delle coppie di fatto per quanto non abbia immediati effetti giuridici, costituisce il riconoscimento e l'affermazione di diritti laici e civili fondamentali».
Ma a livello pratico cosa succederà?
«Innanzitutto è sbagliato ridurre l’elenco delle unioni civili solo agli omosessuali - spiega Scattina- Possono iscriversi, infatti, le coppie che vivono da tempo insieme, senza essere spostate. Come i giovani, ma anche gli anziani che si rifanno una vita, senza però le nozze. Essere riconosciuti come coppia di fatto permetterà a tutte queste persone di potere, solo per fare un esempio, accedere al bando per le case popolari».
«È necessario offrire tutela e sostegno, in modo particolare ai figli ed alle persone anziane che fanno parte di questi nuclei familiari: la maggior parte di queste coppie è infatti formata da persone di sesso diverso, giovani coppie o con sempre più frequenza, coppie di anziani - sottolinea Scattina - Non può essere considerato, tale registro, un'iniziativa che possa indebolire il principio della famiglia né un atto contrario alle convinzioni religiose, perché laicamente, non lede in niente i diritti già esistenti e accettati comunemente e istituzionalizzati, ma li estende e restituisce dignità e rispetto a uomini e donne che ne sono esclusi».
«L'istituzione di questo Registro prende atto della realtà oggettiva, rende più liberi tutti e più civile, umana e matura l'intera società, offre a chiunque opzioni diverse tra cui scegliere per quanto riguarda l'organizzazione della propria vita di coppia- conclude il consigliere Scattina - Ma l'istituzione del registro delle coppie di fatto, può avere anche un suo immediato risvolto pratico. L'amministrazione Comunale dovrà, per quanto riguarda le sue competenze, impegnarsi a garantire alle coppie di fatto, senza distinzione di sesso, l'accesso alle prestazioni sociali relative alle politiche per la casa, per la sanità, per la formazione e la scuola, per i servizi sociali, per i sostegni economici, per le pari opportunità a cui hanno diritto le coppie sposate».
(a.viv.)
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