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Lavori anti erosione flop arbitrato Provincia-ditte

Lavori anti erosione flop arbitrato Provincia-ditte

Geotubi “fallimentari”, si cercano altre soluzioni con i tecnici della Regione E la Bramerini mette sotto tutela Palazzo Ducale: più controlli al sindaco Pucci

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MASSA. Otto milioni di euro già spesi per niente. O quasi. L’erosione continua a mangiare la spiaggia di Marina di Massa e le opere in difesa della costa appaiono inadeguate. Intanto fra la Provincia, ente attuatore dell’intervento (14 milioni di euro complessivi) e la ditta appaltatrice - l’Ati fra Doronzo Infrastrutture, Lungarini Srl e Prama Srl.) è in atto una controversia che dovrà essere risolta da un collegio arbitrale e che potrebbe concludersi con la rescissione del contratto. Un quadro fosco per le sorti del litorale (e del turismo) apuani. Una situazione difficile a cui cerca di dare una soluzione la Regione Toscana, mettendo sotto tutela l’intero procedimento.

Nella riunione che si è tenuta ieri a Firenze con Provincia (rappresentata dal presidente Osvaldo Angeli, dal vice Fabrizio Magnani e dai dirigenti che guidano il progetto), il sindaco di Massa Roberto Pucci, l’assessore all’Ambiente di Montignoso Andrea Gabrielli, i balneari di Riviera Apuana e Compagnia del Mare, l’assessore all’Ambiente Anna Rita Bramerini è stata chiarissima. Così non si può continuare, ha detto. E, in accordo con le controparti, ha messo in campo una road map che da qui al 30 novembre dovrà essere concluso. Un percorso che prevede, in primo luogo che la Provincia si impegni a tenere informato il Comune dell’evolversi della controversia per la quale è previsto il ricorso ad un collegio arbitrale secondo quanto dettato dalla normativa in tema di lavori pubblici. Un impegno, questo, fermamente voluto da Pucci, il quale da tempo rivendica un ruolo di controllo in un progetto non gestito dal Comune ma che sul territorio comunale ricade.

Punto secondo: i tecnici della Provincia, supportati dai consulenti e coadiuvati dai tecnici della Regione dovranno valutare la fattibilità di una soluzione tecnica che integri quella già in atto (geotubi) e risolva le problematiche emerse. In altre parole: i geotubi sono risultati un fallimento, cerchiamo alternative che rimedino a quel fallimento. Senza ricorrere a un nuovo progetto che porterebbe via chissà quanto altro tempo. Punto terzo: la Provincia si impegna ad autorizzare in tempi rapidi interventi di urgenza – leggi scogliere mobili – per proteggere gli stabilimenti da eventuali “eventi marini estremi”.

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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