Il dolore
L’asilo in casa e la mamma diventa tata
A Massa esiste l’unico percorso di studio della Toscana per diventare “Tagesmutter”, la nuova babysitter superqualificata
MASSA. Mamme nella vita, mamme per mestiere. Si chiama “Tagesmutter” (si legge così com’è scritto), significa “mamma di giorno” ed è una professione per certi versi vicina alla baby sitter, ma più qualificata, e per altri alla maestra d’asilo, ma che opera con meno bambini e a casa. Nata, manco a dirlo, in Germania, in Italia la Tagemutter è diffusa soprattutto nel Trentino ma comincia a prendere piede in tutto il Paese.
La Tagesmutter è una donna che fa della propria casa un miniasilo domestico aperto ai bambini da zero a 6 anni. Può badare fino a cinque bambini e tenerli anche insieme ai suoi. «È un’educatrice vera e propria – spiega Giovanna Maestrelli, docente del corso del Csa – ha una formazione con competenze specifiche ben al di là di quelle che si acquisiscono con un diploma o una laurea. Sa, ad esempio, come si preparano i pasti dei bambini, ha nozioni di puericultura, sa come rapportarsi con i genitori. Questo è un corso che dovrebbero fare anche le neomamme».
E l’unico corso per diventare Tagesmutter in tutta la Toscana è proprio quello della Cna di Massa-Carrara. «È il secondo anno che si tiene – spiega Roberto Valle Vallomini, direttore del Polo della formazione di Cna – abbiamo oltre 50 richieste anche da fuori provincia».
Le possibilità di lavorare sono molto alte, a giudicare dalla cronica carenza di asili pubblici e privati. E infatti il corso, inaugurato l’anno scorso, ha collezionato 28 iscritte che, alla fine del corso, saranno le prime 28 Tagesmutter ufficiali della Toscana.
«Quello della Tagesmutter è un lavoro che ti permettere di conciliare la tua vita di mamma con quella di donna lavoratrice», spiega Silvana, che viene a seguire il corso da Livorno. «Tanto che io penso di lasciare il mio lavoro di impiegata per fare la Tagesmutter a tempo pieno. Che, tra l’altro, è un modo anche per darsi supporto reciproco tra mamme e riscoprire una solidarietà femminile che oggi è spesso dimenticata».
I vantaggi non giovano solo alle “mamme di giorno”, ma anche ai bambini e alle loro mamme lavoratrici. I piccoli, essendo meno numerosi che negli asili, sono più gestibili e si ammalano meno. Le mamme possono contare su orari superflessibili, basta accordarsi con la Tagesmutter. «Si torna a una gestione più semplice dei bambini – spiega Elisabetta, 31 anni, da Pisa – ed è anche un modo di far emergere il lavoro al nero in questo settore». «Per me che ho 49 anni e ho perso il posto – spiega Daniela – era l’unico modo per tornare al lavoro. E dopo una vita da contabile sono ripartita da quel che ho sempre voluto fare: occuparmi di bambini». (f.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
