Proteste
Indennizzi secondo le tasse pagate
I balneari protestano contro Roma: «Decreto totalmente inaccettabile»
MASSA CARRARA. Dichiarazioni dei redditi e investimenti fatti sul bagno nel corso degli anni. Questi i due criteri che saranno alla base del calcolo degli indennizzi per i balneari che perderanno la concessione, e quindi lo stabilimento, dopo l’asta. Risarcimenti che saranno a carico del concessionario subentrante.
Facile immaginare che chi non ha dichiarato il vero al Fisco, investendo pochissimo nelle strutture, si vedrà portar via lo stabilimento in cambio di un pugno di mosche.
Nella bozza del decreto legislativo sulle spiagge si spiega, inoltre, che il valore complessivo dell’impresa, degli investimenti e dell’avviamento saranno quantificati da una perizia dell’ente pubblico che concederà il titolo. Probabilmente l’Agenzia del Demanio, ma non è certo.
Anche questo aspetto, d’altra parte, finirà per far infuriare la categoria. È difficile credere che non sorgeranno contenziosi su queste perizie realizzate dallo Stato. Specialmente se - come temono i balneari - si stimerà in poche decine di migliaia di euro il valore di stabilimenti tirati su negli anni con spese notevoli. Decreto inaccettabile per i balneari. Duri i sindacati Sib Confcommercio, Fiba Confesercenti, Cna balneari e Assobalneari: «Il documento, nella versione in nostro possesso, è totalmente inaccettabile e conferma la giustezza delle nostre precedenti posizioni assunte in maniera unitaria ed esplicitate al ministro del Turismo Piero Gnudi. Si viene così meno ad un impegno assunto dal Governo lo scorso febbraio di trovare preventive intese, non solo con le Associazioni di categoria, ma anche con Regioni e Comuni. Infatti non ci risulta che nemmeno questi ultimi siano stati coinvolti nella preparazione del decreto legislativo.La distruzione di un sistema economico costituito da 30mila imprese e quella del turismo balneare italiano verrebbe così definitivamente perpetrata. Confidiamo che non saremo i soli ad opporci, con ogni mezzo, alla sua emanazione e applicazione».
Nel pomeriggio di ieri Carlo Monti, presidente dei balneari viareggini di Ascom, ha parlato a lungo col senatore Massimo Baldini (Pdl). «Il senatore - dice Monti - mi ha assicurato di aver ottenuto dal ministro Enzo Moavero Milanesi uno stop al decreto, con la promessa che il governo andrà a Bruxelles per trattare». Sulla stessa falsariga il senatore Cesare Cursi (Pdl): «Ho chiesto e ottenuto un impegno del Ministro delle politiche comunitarie Moavero ad agire nelle prossime ore a livello comunitario, per verificare tutti gli spazi per una possibile modifica dello schema di decreto legislativo sulle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo che, allo stato attuale, non può lasciare soddisfatti».
Cursi, che è presidente della Commissione industria, commercio, turismo del Senato, ha insomma confermato la volontà del Governo di apportare nei prossimi giorni alcuni miglioramenti al testo del decreto, prima che il provvedimento giunga all’esame del Parlamento per l'espressione del relativo parere.
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