La manifestazione
Il quadro di denuncia torna all’Atelier di Buffoni
CARRARA. Sarà in esposizione fino a domani, giovedì, il grande quadro opera di Romeo Buffoni, Robo e Elisabetta Costi, che da circa un mese è collocato nella galleria. Un atto di accusa contro l'escav...
CARRARA. Sarà in esposizione fino a domani, giovedì, il grande quadro opera di Romeo Buffoni, Robo e Elisabetta Costi, che da circa un mese è collocato nella galleria. Un atto di accusa contro l'escavazione selvaggia e la mancanza di sicurezza alle cave. "Ai'er'na volta i monti, i baron i a'n fat i bagaron, al cararin, d'sgrazie, loz e polv'ron". Questa la scritta che accompagna il grande quadro, e che meglio di ogni altra spiega il senso dell’opera d’arte. Spiega Romeo Buffoni: «In queste settimane, decine, anzi centinaia di persone hanno dimostrato di apprezzare la nostra denuncia artistica, l'unica indifferenza da registrare è stata quella della classe politica, ma non me ne stupisco».
Adesso il quadro andrà nell'atelier di vicolo dell'Arancio; per il suo futuro, l’ideale, osserva l’artista carrarese, sarebbe trovargli una collocazione nella sede di un sindacato o di un’istituzione.
Ma i progetti dell’Atelier proseguono. «Abbiamo un progetto per un'installazione che faremo nel periodo natalizio, in piazza del Duomo, con il contributo del dottor Alberto Russo, presidente degli Artisti del borgo. Un'installazione che sarà a sorpresa e che farà discutere, inizieremo a montarla ai primi di dicembre», anticipa il pittore. L’impressione è che si tratterà di un’altra oepra di denuncia, ma l’artista non vuole anticpare niente appunto per non togliere l’effetto sorpresa. Buffoni conclude dicendo che preferisce evitare di essere chiamato pittore-cavatore: «Cavatore lo sono stato, ma è un capitolo chiuso». Ora, si dedica all’arte, arte anche di denuncia.
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