Sicurezza
Funghi, «attenti ai falsi esperti»
Idilio Antonioli (Associazione micologica): la tragedia di Cascina deve consigliare la prudenza
MASSA. «Non fidatevi dei sedicenti esperti: per accertarsi che i funghi non siano velenosi occorrono “vere” competenze». All’indomani della tragedia di Cascina (Pisa) dove tre persone sono morte dopo aver mangiato funghi velenosi (probabilmente Amanita phalloides), Idilio Antonioli che da oltre trenta anni si interessa di micologia, e che con l’associazione Micologica Naturalistica delle Apuane ha organizzato decine di corsi, incontri, lezioni nelle scuole, lancia un monito.
«La mia ormai lunga esperienza mi permette di dire che bisogna fare molto di più e che non basta l'impegno volontario di qualche esperto per eliminare per sempre queste assurde morti. La superficialità, in questo caso, dalle notizie diffuse, pare non ricadere però su chi ha raccolto i funghi ma sui “conoscenti” che li hanno dichiarati commestibili. Risulterebbe infatti che la donna che li ha raccolti abbia chiesto a qualche conoscente se i funghi erano velenosi o commestibili».
Occorre dunque dire forte, dice Antonioli che i “conoscenti” o i vari “fungaioli” chiamati tali solo perché raccolgono chili e chili di porcini «non possono assolutamente ritenersi esperti ma purtroppo a troppi piace erigersi ad esperto di funghi. I veri (e pochi) esperti sono all'interno delle associazioni micologiche, soprattutto in quelle che operano da decine di anni, che hanno alle spalle solidi studi specifici, una lunga pratica sul campo e tanta passione». Dunque, conclude, sempre fare controllare i funghi dall’Asl (che, se necessario, chiede la collaborazione dell’associazione micologica) e mai affidarsi al sentito dire.
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