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io ce l’ho fatta/2

Francesca: «Mi sono rimessa a studiare a 44 anni e va bene»

MASSA. Sorride, illuminata dalla luce della cabina abbronzante, Francesca Gullotta, 43 di Carrara. Caschetto castano, divisa blu e mani di fata, Francesca lavora al centro Etoile di Poveromo, spalla...

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MASSA. Sorride, illuminata dalla luce della cabina abbronzante, Francesca Gullotta, 43 di Carrara. Caschetto castano, divisa blu e mani di fata, Francesca lavora al centro Etoile di Poveromo, spalla a spalla con la titolare, Annarosa Pascarella.

«Il mio approccio a questa professione è stato al contrario rispetto al percorso standard che vuole un corso, un apprendistato e l’inserimento lavorativo», spiega Francesca. «Io sono entrata diversi anni fa senza essere estetista, e negli anni mi sono formata. Ho conseguito l’abilitazione dopo».

I giochi sembravano fatti e, per di più, Francesca poteva vantare un’esperienza pluriennale maturata sul campo. Ma non le bastava. «Mi sono rimessa a studiare – spiega – perché non avendo una qualifica volevo portare fino in fondo il mio percorso di studi. È una cosa a cui non si deve rinunciare. Quello che mi mancava era il pezzo di carta per aprire una attività tutta mia».

Per questo a quarant’anni suonati Francesca torna sui banchi. «Ho fatto il corso Cna del terzo anno per aprire un’attività – spiega – ed è stato un percorso positivo. Purtroppo, però, per questioni economiche non ho potuto avviare una attività mia. Puoi avere tutto l’entusiasmo del mondo, però quando vai sul concreto se non hai soldi da anticipare non puoi farci niente».

Proprio niente no, invece. E infatti Francesca ha trovato un posto all’Etoile. «La titolare, Annarosa, è una ragazza di 27 anni – spiega Francesca – ma sono io a gestire l’attività». E le cose vanno bene.

«Nella nostra realtà territoriale – spiega – nonostante qui non siamo a Milano o a Roma e dunque il volume dei clienti non è così massiccio, la giornata si riempie». Anche nel caso di Francesca, però, un piccolo aiuto in più da parte delle istituzioni avrebbe permesso di avviare una nuova impresa. Di certo, a tutte queste ragazze non manca la volontà e la voglia di rimboccarsi le maniche.

Un dato, però, balza agli occhi. Sarà che estetiste, puericultrici e sarte sono, tradizionalmente, mestieri considerati femminili. Certo è che in questa prima tappa del viaggio del Tirreno nel mondo del lavoro apuano al tempo della crisi le protagoniste sono state solo donne. (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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