Il Tirreno

Le novità del decreto

Bagni all’asta, i bandi di gara entro il 2014

MASSA CARRARA. Le case di guardianaggio e gli appartamenti costruiti sulla spiaggia finiranno in mano allo Stato alla scadenza delle concessioni, e cioè dal 1º gennaio 2016. Questo significa che - a...

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MASSA CARRARA. Le case di guardianaggio e gli appartamenti costruiti sulla spiaggia finiranno in mano allo Stato alla scadenza delle concessioni, e cioè dal 1º gennaio 2016. Questo significa che - a meno di non rivincere la concessione all’asta - i titolari degli stabilimenti che possiedono quei locali, e ci abitano pure, dovranno sloggiare.

È questo uno degli aspetti che emerge leggendo la bozza del decreto sulle spiagge, elaborata dal governo Monti. Bozza che Il Tirreno ha potuto consultare in esclusiva.

Criteri per l’affidamento. Le aste, anzi le gare a evidenza pubblica, premieranno non l’offerta più alta, ma quella economicamente più vantaggiosa per le casse pubbliche. Sulla base di alcuni criteri.

Saranno valutati - si afferma nel decreto - la misura degli investimenti di carattere durevole, anche di natura immobiliare, e degli interventi di recupero ambientale, da realizzare nel corso della concessione; gli strumenti di finanziamento degli investimenti; la durata della concessione (in base, appunto, agli investimenti, ndr); la natura e gli standard qualitativi dei servizi offerti, riguardo all’offerta di specifici servizi turistici; la qualità degli impianti e manufatti da realizzare nel corso della concessione, anche sotto il profilo architettonico e del rispetto delle tradizioni paesaggistiche locali.

In poche parole, dovrà essere presentato un piano dettagliato per lo sviluppo e la valorizzazione della concessione. Che parli di cifre da mettere sul piatto.

I punti a favore dei bagni. Tra i criteri per l’affidamento sarà decisiva anche la professionalità acquisita relativamente all’area della concessione, con un limite del 40%. È questo uno dei pochi punti a favore dei bagni: se io ho lavorato per anni nel bagno x che sta sulla concessione y, mi vale nel punteggio finale.

Altro punto importante è che il canone non varrà in alcun modo come criterio di valutazione. Anche offrendo tanto, insomma, una multinazionale non avrà vantaggi rispetto al balneare di turno.

Durata e licenziamenti. Confermata la durata delle concessioni, prevista tra 6 e 25 anni. A decidere quanto sarà il piano di investimenti e valorizzazione presentato dal concorrente in gara. E confermata è anche l’assenza della “clausola sociale”: chi subentra non avrà l’obbligo di riassumere i dipendenti dello stabilimento uscente.

Bandi entro il 2014. I bandi di gara, spiega il decreto, dovranno essere definiti dalle Regioni entro il 31 dicembre 2014. Un aspetto che finora non era mai emerso, e che significa che i tempi sono assai più ristretti di quello che si pensava. Ma chi è che assegnerà materialmente il titolo? Non è chiaro. Nella bozza si parla di «amministrazione concedente», forse in attesa che si realizzi il federalismo demaniale. Nel frattempo, però, l’Agenzia del Demanio sta lavorando molto su questo fronte.

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