Proteste
Ai Nuovi cantieri sciopero a oltranza e niente varo
Linea dura, ma in assemblea la Fim-Cisl non c’è
CARRARA. Sciopero a oltranza a Nca, per impedire il varo della nave Messina delle Ferrovie dello Stato. Lo ha deciso l’assemblea dei lavoratori di Nca. Ma non vi è unità di vedute fra la Fim-Cisl da una parte (assente all’assemblea) e i rappresentanti di Fiom-Cgil e Uil-Uilm.
I lavoratori sono delusi dalle cifre dei potenziali acquirenti, che al massimo prevedono 80-90 posti sui 154 attuali.
Un altro elemento di forte preoccupazione, sono poi alcune dichiarazioni rilasciate nel corso dell’incontro al Ministero dello Sviluppo sul futuro assetto societario: «Alla richiesta diretta sulla permanenza di Regione e Invitalia in Nca, l’assessore toscano Gianfranco Simoncini e l’ad Domenico Arcuri hanno risposto chiaramente picche», ha precisato Franco Borghini, segretario provinciale Uil. «A 45 giorni dalla liquidazione non abbiamo ancora certezze sul futuro del cantiere né sappiamo quanti di noi saranno ricollocati», ha proseguito Manuele Peselli, rsu Fiom.
Secondo Fiom-Cgil e Uilm-Uil i motivi per proseguire la lotta ci sono tutti e lasciar partire la Messina servirebbe solo a far perdere “peso” alle richieste dei lavoratori. «La nave simboleggia la presenza dei lavoratori in fabbrica: senza di essa, scenderebbe l’attenzione sulla nostra vertenza e passerebbe il messaggio che ci stanno bene gli 80 posti di lavoro ipotizzati da Tecnomar», ha sintetizzato Alessandro Pagano, responsabile nazionale per la cantieristica della Fiom-Cgil, che pur confermando la linea dura ha aperto uno spiraglio al dialogo con Fim-Cisl. «Divisi siamo più deboli, chiediamo un incontro chiarificatore a chi non è d’accordo per discutere insieme come proseguire», ha dichiarato Pagano.
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