Finanza
Manca il nulla osta, slitta ancora il funerale
Il magistrato prende tempo. Forse oggi si saprà la data delle esequie di Alessandro Liberatore
MASSA. «Lo sei stato, lo sei e lo sarai sempre... il mio mondo. Ti amo marito mio!!!!!!!. È questo il messaggio che Chiara, la moglie di Alessandro Liberatore, il geometra di 42 anni morto un mese dopo un incidente stradale, ha postato sul suo profilo Facebook. La donna ha anche risposto a tutti i messaggi di condoglianze, con tanta forza e coraggio: «Grazie a tutti». E poi è stata accanto ai due figli piccoli, rimasti dai nonni per stare un po’ lontani dal dolore del resto della famiglia.
Intanto non sono ancora stati fissati i funerali. La salma dell’uomo si trova ancora nell’obitorio dell’ospedale Careggi di Firenze. Ma questa mattina, probabilmente, il magistrato concederà il nulla osta per le esequie.
Un brutto scontro con un’automobile davanti all’istituto tecnico Meucci. Liberatore ne era uscito davvero male. Le sue condizioni erano gravi, anche se non sembrava in pericolo di vita. Ma era soltanto una speranza, non la verità. I timori dei medici del 118 erano che potesse restare paralizzato, invece con gli esami le lesioni si sono rivelate più gravi del previsto. Tanto da cambiare la destinazione del ricovero: da Cisanello a Careggi. I dottori le hanno provate tutte, ma non c’è mai stato un giorno dove potesse intravedersi un barlume di ottimismo. E dopo un mese di rianimazione il suo cuore ha cessato di battere.
La moglie Chiara aveva comunicato il decesso agli amici sempre su Facebook, con un messaggio stringato aveva chiesto di essere lasciata un po’ in pace. «Alle ore 9.50 del mattino, all’ospedale Careggi di Firenze, si è spento mio marito. Ringrazio tutte le dimostrazioni di affetto che mi sono giunte ma spero capiate la mia non voglia, almeno momentanea, a rispondere a tutti».
Cordoglio anche da parte dei geometri, colleghi di Alessandro, e da parte dell’Arma dei carabinieri, visto che l’uomo aveva svolto il servizio ausiliario con la divisa della Benemerita. Ma soprattutto perché il padre Domenico, maresciallo ormai in pensione, per anni era stato comandante del nucleo radiomobile di Carrara. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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