Sicurezza
Un errore i sigilli all’agriturismo
La proprietaria sta per vincere la sua battaglia al Tar dopo tre anni di tribolazioni
MASSA. Dopo tre anni di battaglie legali si sono sentiti dire, alla fine, che si era trattato di un errore. E' la situazione in cui si trovano i proprietari di alcuni immobili posti sotto sequestro all'inizio del 2010 dal Corpo Forestale dello Stato richiamandosi al codice del paesaggio, che pone sotto vincolo una fascia di terreno di 150 metri dai corsi d'acqua giudicati di interesse paesaggistico. Qui sta il nodo: stabilire quali siano effettivamente i corsi d'acqua d'interesse paesaggistico. E almeno in una caso specifico, il fosso che è stato considerato tutelato, facendo finire nei guai la proprietaria di un immobile che si trova a meno di 150 metri da esso, tutelato in realtà non è. Parola di Regione Toscana.
La vicenda sta per risolversi di fronte al tribunale amministrativo della Toscana, al quale si è rivolta la proprietaria di un agriturismo - difesa dall’avvocato Riccardo Balatri - con annesso terreno agricolo situato alla Rocca, nelle vicinanze del fosso del Colletto. Ed è al Tar che, in vista della discussione del ricorso fissata per mercoledì di fronte alla prima sezione, ha scritto l'avvocato della Regione, invitando i giudici ad accogliere il ricorso stesso "in quanto fondato". Con il ricorso, depositato il 2 maggio 2011 contro la Regione Toscana e contro il Comune di Massa, la proprietaria dell'immobile chiede l'annullamento della delibera con cui il consiglio comunale di Massa ha definitivamente approvato il piano strutturale, quantomeno nelle parti in cui si classificano le aree limitrofe al fosso Colletto come "aree tutelate per legge in base all'articolo 142 del decreto legislativo 42/2004", il Codice del Paesaggio, appunto.
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