Finanza
«Il Pd sbaglia su Riva dei Ronchi»
Il sindaco Pucci: «Il complesso non mangerà case al fabbisogno dei massesi che abitano tra la ferrovia e l’autostrada»
MASSA. «Riva dei Ronchi non mangia le case dei massesi, come dice il Pd. Se il numero di case previste nel complesso Riva dei Ronchi venisse ridimensionato o persino cancellato non ci sarebbe automaticamente un equivalente aumento del numero di nuovi alloggi da costruire nell'Utoe 6 ovvero in quei 7,8 kmq compresi tra viale Repubblica e il confine con Montignoso e dal mare alla ferrovia. Il Pd, il capogruppo Uilian Berti, sbaglia dunque ad agitare, elettoralmente credo, una questione urbanistica, quella del dimensionamento edilizio, ormai ben definita dalla Regione Toscana».
Il sindaco Roberto Pucci, che ha in mano direttamente la delega all'urbanistica, replica così ad una accusa ben precisa: si fanno fare 150-200 case, seconde case di fatto per ubicazione e costo, a Riva dei Ronchi e si limitano a 50-60 i nuovi alloggi nella parte di Utoe, quella a cavallo di via Stradella, dove effettivamente vivono i massesi; dove ci sono famiglie che hanno terreni ora agricoli e che potrebbero utilizzarne in parte per fare una casa i figli.
Insomma, sindaco Pucci perché Riva dei Ronchi non mangerà le case dei massesi doc?
«La parte a cavallo di via Stradella e dintorni è già fortemente urbanizzata e la Regione ci dice che in quell'area sono possibili solo interventi di “cucitura”. E quindi pochi nuovi interventi e con l'indicazione chiara di andare anche a fare interventi sulle infrastrutture (parcheggi e viabilità). Non solo, ma la Regione ha addirittura ridotto non solo la quota di nuova edificazione in quella zona ma persino anche quella che potrebbe derivare da interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente. magari i frazionamenti. Da 18mila a 12 mila quadrati complessivi. Una diminuzione del 30%. E la Regione, ancora, chiede esplicitamente interventi per preservare le zone agricole che oggi si presentano, cito testualmente, “molto frammentate in quanto aggredite da un edificato incoerente senza margini definiti”. Per questo la Regione chiede che anche i nuovi interventi edilizi di cucitura vengano fatti in maniera razionale, favorendo la liberazione e la ricomposizione di spazi verdi per le attività agricole. Restano immutate le previsioni riguardo al dimensionamento delle ville: circo 80mila mc complessivi da polverizzare in lotti minimi di 300mq (a Forte dei Marmi si costruisce su 1000mq)».
E Riva dei Ronchi allora? Se ne parla dal 1993 e il Pd sostiene che la proprietà si è mangiata, sintetizziamo così, il diritto a costruire. Tanto più che nel ridimensionamento dell'intervento (ora dimezzato rispetto agli originali 105mila mc) si è perduto l'interesse pubblico, ovvero la valenza turistica, visto che l'albergo previsto passa da 120 camere a 120 posti letti, è sparita la sala congressi Insomma 150 case in cambio di un alberguccio?
«Le cose non stanno così. Partiamo dall'interesse pubblico: la volumetria dell'albergo è rimasta tale. Non ci sono novità rispetto al passato. La parte di alloggi, oggi dimezzata in volume, non deve occupare oltre 13,500 mq. Tutto l'intervento poi deve passare da un nuovo piano attuativo, da una nuova convenzione pubblico privato. Che, nelle nostre intenzioni, porterà un nuovo parco pubblico, magari nella parte più a mare davanti al parco del Wwf. Ci saranno poi i parcheggi pubblici lato Ronchi, zona che ne ora sprovvista. E questo piano, se dovesse essere formulato come anticipazione del regolamento urbanistico, deve necessariamente passare dal consiglio comunale. Che in quel caso sarà effettivamente garante dell'interesse pubblico dell'intervento. Potevamo cancellare tutto? No, che non potevamo. I privati avevano in mano anche il permesso a costruire.Tutti gli atti della vicenda, e non un generico quesito, come ventila da tempo il consigliere Berti, sono stati messi a disposizione dell'avvocatura della Regione. Perché non rendere pubblico il parere? Scherziamo. Perché dovremmo dare dei vantaggi ai privati facendo conoscere i nostri punti di forza e quelli di debolezza nella vicenda? Il parere diceva in sostanza che il rischio di contenzioso era altissimo».
Signor sindaco nella lunga vicenda di Riva dei Ronchi c'è anche un aspetto ancora poco chiaro. Per un certo periodo, con un atto unilaterale, la proprietà ha versato 25mila euro al mese al Comune come penale per la mancata costruzione dell'albergo. Il Comune ha riscosso la quota mensile della fideiussione fino al 2009 per poi cessare di esigerla. E questo prima che la società, qualche mese più tardi, impugnasse la pratica con tanto di richiesta del rimborso del milione già versato. Cosa è accaduto?
«Di quello stop improvviso l'amministrazione comunale non era a conoscenza. Di fatto c’è un buco di quattro mesi, circa 100mila euro, che abbiamo provveduto a chiedere alla società Riva dei Ronchi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
