Il Tirreno

Restauro coatto di Villa Massoni

Restauro coatto di Villa Massoni

Lo chiede il consigliere Benedetti. Raccolta firme a quota 11mila, c’è anche quella del sindaco Pucci

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MASSA. Anche il sindaco Roberto Pucci ha firmato la petizione «Salviamo Villa Massoni» , al tavolo allestito da Italia Nostra di fronte al Teatro Guglielmi, appoggiando così l’iniziativa del Fai. « Al momento - spiega Franco Frediani, tra i promotori dell’iniziativa che coinvolge numerose associazioni culturali e non della città- la raccolta firme è a quota 11.000, ma è destinata ad un ulteriore sensibile incremento. Le scuole di ogni ordine e grado, sollecitate in questo, dalle Amministrazioni comunali e provinciali, stanno dando, infatti, il loro notevole contributo. Lo stesso non si può dire per l'Esselunga, l'unico, tra i supermercati cittadini, a negare il permesso per la raccolta firme. Alla conclusione della campagna mancano pochi giorni. Il termine ultimo è il 31 di ottobre e chi ancora non avesse aderito è sempre in tempo a farlo».

La battaglia per il recupero di Villa Massoni, in mano ai privati, è assolutamente tarsversale. Giancarlo Bertuccelli (Rc) lancia l’idea di chiedere il permesso ai proprietari di pulire il grande parco a primavera (magari con volontari) e poi di allestire una mostra mercato dei prodotti agricoli e forestali della nostra terra. Il sogno di Bertuccelli è che il pubblico trovi le risorse per acquisire il complesso.

Il consigliere comunale Stefano Benedetti (Pdl) ha preparato invece un ordine del giorno da sottoporre al consiglio comunale e che mira ad impegnare la giunta e il sindaco a predisporre un’ordinanza «contenente un termine perentorio nei confronti della proprietà per la realizzazione dei lavori di restauro conservativo sull’immobile, avvalendosi, eventualmente, anche del potere sostitutivo in caso di inottemperanza all’ordinanza stessa». Ovvero se i proprietari non ci pensano, faccia i lavori il Comune e presenti poi il conto. Per Benedetti tale atto è giustificato dalle leggi vigenti in materia di tutela di beni culturali (nel caso la villa risale al XVII secolo).

Benedetti ricorda inoltre che le giunte Pucci e Neri si erano già attivate per acquisire il complesso immobiliare «trovando però non consenziente la proprietà alla cessione e che in particolare il sindaco Neri aveva incluso nelle proprie linee programmatiche la volontà già espressa all’unanimità dal consiglio comunale di destinare tutto il complesso ad uso pubblico».

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