Sicurezza
Centauro muore dopo un mese di agonia
Alessandro Liberatore aveva 42 anni. Era stato travolto da un’auto davanti al Meucci. Lascia moglie e due bimbi piccoli
MASSA. Chiara, la moglie, ha detto agli amici che le chiedevano notizie che il suo Alessandro non ce l’aveva fatta e che il suo cuore aveva smesso di battere la mattina alle 9.50 all’ospedale Careggi di Firenze, dove era stato ricoverato subito dopo l’incidente. Un brutto scontro con un’automobile davanti all’istituto tecnico Meucci. Alessandro Liberatore, 42 anni, ne era uscito davvero male. Le sue condizioni erano gravi, anche se non sembrava in pericolo di vita. Ma era soltanto una speranza, non la verità.
I timori dei medici del 118 erano che potesse restare paralizzato, invece le lesioni con gli esami si sono rivelate più gravi del previsto. Tanto da cambiare la destinazione del ricovero: da Cisanello a Careggi. I dottori le hanno provate tutte, ma non c’è mai stato un giorno dove potesse intravvedersi un barlume di ottimismo. E dopo un mese di rianimazione il suo cuore ha cessato di battere. Oltre alla moglie Chiara, Liberatore lascia due bambini piccoli: Diego di 5 anni e Sara di 4.
Ieri l’abitazione dell’uomo, che nella vita faceva il geometra, era sbarrata. La consorte era a Firenze per organizzare il viaggio della salma, i bimbi sono stati affidati ad alcuni parenti. I vicini con un cenno della testa facevano capire che era successa una disgrazia: «Poverino - dice una donna affacciandosi al balcone - era davvero una brava persona».
Alessandro era tutto casa e lavoro, stravedeva per i suoi figli. E si circondava di amici, che in queste settimane lo hanno incoraggiato a più non posso sul suo profilo Facebook: «Dai Alessandro, non mollare. Noi siamo qui con te». Il tono più o meno era sempre lo stesso, il dolore idem. Dopo la notizia del decesso, però, nessuno ha voluto postare alcunché. Ancora non si conosce la data dei funerali, anche perché la famiglia in queste ultime quarantotto ore ha fatto la spola tra Massa e Firenze. E probabilmente fino a domani non ci sarà il nulla osta per la sepoltura.
In via San Giovanni Vecchio hanno saputo che Alessandro non ce l’aveva fatta quando hanno visto la madre dell’uomo andare a prendere i bambini, un cenno con la mano per dire che era finita è bastato più di ogni altra parola. Anche perché i piccoli non devono sapere nulla, per ora. Poi toccherà a mamma Chiara spiegare che il babbo Ale non c’è più.
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