Il dolore
«Capisco la sua amarezza, ma...»
Il sindaco: stiamo cercando una soluzione, quel terreno però non è edificabile
MASSA. «Se si lamenta vuol dire che Guadagnucci ha le sue ragioni, ma noi non lo abbiamo lasciato solo». Il sindaco Roberto Pucci non fa polemiche su una questione così delicata. «Io capisco che la burocrazia sia antipatica, ma la questione non è semplice. Il terreno che ci hanno chiesto per costruire la nuova abitazione non è edificabile e quindi bisogna trovare un modo, sperando che sia possibile, per superare l’ostacolo. Se lo si potrà fare sarà soltanto per l’eccezionalità del caso».
Il primo cittadino comunque è sempre in contatto con la famiglia di Lavacchio: «Hanno il mio numero di telefono e infatti Antonio mi manda dei messaggi per essere aggiornato sulla situazione. Se vuole chiedere aiuto al capo dello Stato noi non abbiamo nulla in contrario, ma lui sa che c’è gia il presidente della Regione Enrico Rossi che si sta occupando di lui. Ho parlato col governatore un mese fa, ci siamo confrontati e dobbiamo risentirci anche con il responsabile della protezione civile della Regione». E Pucci conclude: «Io spero di risolvere tutto, ma sinceramente non so quanto tempo ci vorrà».
Sui tempi della giustizia invece bisognerà attendere il 13 novembre per capire se le udienze preliminari saranno terminate oppure se ce ne vorrà ancora un’altra. I Guadagnucci si sono costituiti parte civile, il gup ha stabilito che la Provincia sarà responsabile per eventuali inadempienze dei suoi dipendenti, ma la spada di Damocle è quella di un’ulteriore perizia per individuare le cause. Come successo per Mirteto.
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