Finanza
Admiral-Tecnomar: pronti a reimpiegare subito 70 dipendenti
Il gruppo di Costantino e Taranto si lancia in volata «Porteremo a Carrara i nostri armatori super ricchi»
CARRARA. «Sì lo sappiamo che sulla stampa la nostra proposta è data per favorita. Ma a noi questo non interessa, non si tratta di una gara ma di una proposta seria per il futuro di un’azienda. Riteniamo, questo sì, che il nostro piano avrà un impatto positivo sulle risorse umane, ossia sull’occupazione attuale del cantiere, ma anche sulla città di Carrara e il territorio intero».
A parlare è Giuseppe Taranto, vicepresidente del gruppo Admiral - Tecnomar guidato da Giovanni Costantino.
Proprio nei giorni cruciali per il futuro del cantiere di Marinai Nca, il vicepresidente del gruppo che ha presentato la sua offerta sul tavolo di Invitalia, parla dei punti di forza del “progetto Nca”.
Cominciando con i numeri relativi all’occupazione.
«Il nostro obiettivo è di impiegare 85 dipendenti nell’arco di 24 mesi e 50/60 nell’indotto, nell’arco dei primi tre anni - spiega il vicepresidente Taranto – Nell’immediato, qualora fossimo noi a rilevare il cantiere, saremmo in grado di garantire lavoro per una sessantina, settanta operai: tutto, naturalmente è legato alle commesse». E proprio per quel che riguarda i futuri carichi di lavoro da realizzare a Nca, i numeri di Tecnomar Admiral sono davvero importanti. «Abbiamo già acquisito nove commesse per costruire super yacht, e ci aspettiamo di chiuderne altre due nei prossimi tre o quattro mesi - spiega Taranto - Per il settore della navalmeccanica, invece, siamo in trattativa per ben otto commesse; una di queste contiamo di chiuderla entro gennaio del 2013».
Insomma, secondo il vicepresidente Taranto, di lavoro il gruppo Admiral-Tecnomar, ne avrebbe già parecchio. Tanto che, nel caso la trattativa per Nca non andasse in porto, l’azienda sarebbe pronta a traslocare altrove, sull’Adriatico. Portando con sè anche tutto quanto, in termini di occupazione e lavoro, è stato creato nella zona industriale apuana.
Un’ipotesi che, per il momento, non è stata presa in considerazione, visto che nel piano industriale per il cantiere l’azienda di Giovanni Costantino ci crede parecchio. Anche per quello che il new deal di Nca potrebbe comportare per la città di Carrara e tutto il territorio limitrofo. «Gli armatori con cui lavoriamo, super ricchi, ci chiedono sempre dove poter fare acquisti - spiega ilo vicepresidente Taranto - non solo per quel che riguarda lo yachting, ma anche per uno shopping di lusso, di quadri, gioielli, complementi di arredo e abbigliamento. Ebbene in questo caso sarebbe nostro obiettivo quellod i valorizzare le potenzialità di questo territorio e ciò, ne siamo sicuri, comporterebbe ricadute positive per il tessuto economico della provincia». L’idea, quindi, è quella di un cantiere che offre lavoro, anche agli operatori commerciali non direttamente collegati al mondo della nautica.
In linea con questo è previsto anche un nuovo utilizzo di parte dei capannoni del cantiere: «L’azienda non cambierà volto, sarà solo ammodernata in termini di produttività - conclude Taranto - E i capannoni ospiteranno master post-universitari, in collaborazione con le Università di Pisa e di Genova per ingegneri e architetti, per 70-80 studenti l'anno. E saranno anche aperti a eventi artistici di portata internazionale, in grado di richiamare un grande pubblico». (a.v.)
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