Il Tirreno

Violenza a una 15enne, condannato

di Alessandra Vivoli
Violenza a una 15enne, condannato

Mentre la accompagnava a casa baciò sulla bocca la figlia dei datori di lavoro: 1 anno e due mesi a un cinquantenne

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AULLA. Era un amico di mamma e di papà, e, da tempo, collaborava con l’azienda di famiglia. Una persona su cui, lei, una ragazzina di 15 anni, pensava di poter sempre contare.

Ma, un giorno, riportandola a casa in macchina dopo un picnic con gli amici (era stato il padre a chiedergli di farlo, visto che lui non stava tanto bene e non poteva muoversi), le ha messo una mano sulla coscia e, subito dopo, le ha girato il volto e ha cercato la sua bocca per darle un bacio alla francese. Da quell’episodio è partita una denuncia e un processo per violenza sessuale. Sul banco degli imputati un cinquantenne, collaboratore dell’azienda della famiglia della ragazzina che lo ha accusato di violenza. Non scriviamo le generalità dell’imputato (e poi condannato) per tutelare la vittima minorenne della violenza, che altrimenti potrebbe essere riconoscibile.

Ieri, davanti al collegio giudicante formato dalla presidente Maria Cristina Failla e, a latere i giudici Cosimo Maria Ferri e Antonia Aracri, l’uomo (difeso dall’avvocato Palmieri) è stato condannato a 1 anno e due mesi, con sospensione condizionale della pena e non menzione. Sono state concesse le generiche e riconosciuta la lieve entità della violenza sessuale. Il pm, Vito Bertoni, aveva chiesto a carico dell’imputato la condanna a un anno e quattro mesi.

La vicenda: violenza dall’amico di famiglia. Una frequentazione lunghissima, di anni. Lui, l’uomo condannato ieri al termine del processo per violenza sessuale, era un collaboratore dell’azienda di famiglia. Ma anche qualcosa di più: un amico del padre e della madre, insomma, una persona su cui contare per faccende relative al lavoro ma anche per piccoli favori. Insomma un uomo, di mezza età, su cui la ragazzina protagonista di questa vicenda, all’epoca dei fatti quindicenne, poteva rivolgersi anche quando i genitori avevano dei problemi o stavano male.

Quel pomeriggio, di circa un anno e mezzo fa, la ragazzina era ad un picnic con gli amici. Il padre doveva andare a prenderla, ma un’indisposizione, lo ha bloccato. Proprio lui ha chiesto all’amico, e uomo di fiducia, di andare con l’auto a prendere la figlia. E in macchina, nella strada del rientro la ragazzina ha raccontato ai giudici di aver sentito la mano dell’uomo sulla coscia, a lungo. Poi lui sarebbe andato oltre, girandole il volto e dandole un bacio alla francese sulla bocca. Il tutto mentre la giovane, irrigidita dallo choc, continuava a guardare dritto davanti a se. Impietrita.

Ieri in tribunale è arrivata la condanna del cinquantenne: per lui la pena di 1 anno e due mesi, con sospensione condizionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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