Il Tirreno

Riva, dimezzata la volumetria del 1993

Anche l’affare Riva dei Ronchi compare nell’inchiesta della Procura di Prato per un giro internazionale di fatture false, da scaricare poi per evadere le tasse. Non si tratta però dell’affare...

2 MINUTI DI LETTURA





Anche l’affare Riva dei Ronchi compare nell’inchiesta della Procura di Prato per un giro internazionale di fatture false, da scaricare poi per evadere le tasse.

Non si tratta però dell’affare immobiliare in se, anche perchè, malgrado il varo del complesso immobiliare di Riva dei Ronchi risalga al 1993 - il 16 giugno di quell’anno il consiglio comunale approvò il piano di lottizzazione, non una pietra è stata ancora collocata in nquella vasta area, pregiata dal punto di vista ambientale, posta all’angolo tra Viale della Repubblica e la parallela al lungomare a Ronchi.

Un affare che una delle società proprietarie, la Pirelli Re, valutò nei primi anni del 2000 a circa 46 milioni di euro.In origine si prevedeva una volumetria di 105mila metri cubi: un albergo di 120 camere, discoteca e piscina, sala congressi, negozi e residence turistici per 68mila metri cubi.

La convenzione venen stipulata il 31 agosto del 1994 (siuccessivamente estesa in forza di atto d’obbligo del 17 maggio del 2004 fino al 20 maggio del 2013. La concessione edilizia fu rilasciata il 26 ottobre del 1999. Se non se ne è fatto di niente è perchè i soci sono entrati in conflitto e lo sono stati per anni.

Con il nuovo piano strutturale la Regione ha imposto un’ampia rivisitazione dei volumi per Riva dei Ronchi, di fatto dimezzandoli. Ci sarà una parte residenziale su una superficie utile lorda massima di 13.500 mq (si calcolano circa 150 appartamenti medi) e un albergo con la stessa volumetria del progetto originale. In realtà i dettagli, compresi i “congrui profili di interesse pubblico”, così come indica la Regione, verranno definiti attraverso un nuovo piano attuativo convenzionato con Il Comune (e se eseguito in anticipo rispetto al regolamento urbanistico il passaggio dovrà essere di Consiglio comunale).

Nel piano strutturale (appena ripubblicato per questa parte) si dice anche che l’attuazione deve «essere comunque subordinata al superamento delle condizioni di rischio idraulico e alla salvaguardia dell’originario laghetto retrodunale per il quale dovranno essere rivalutate anche le possibilità di ricostituzione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa