Il Tirreno

Risarcimenti alle imprese, è bagarre

I titolari di Gelo Mare alla Camera di commercio: da chiarire la lista dei danni, siamo pronti a rivolgerci alla magistratura

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AULLA. «Daremo a un legale la lista dei nomi di chi ha beneficiato dei risarcimenti alle imprese alluvionate erogati dalla Camera di Commercio. Secondo noi, ci sono discrepanze da approfondire e aspetti da chiarire, anche in rapporto a una lista di primi trenta nomi di cui siamo in possesso. D’altronde, basta scorrere la lista per rendersi conto che qualcosa di anomalo potrebbe esserci…». Così parlava nei giorni scorsi Maria, moglie di Bruno Mazzanti, titolare, assieme al fratello Giuseppe, di Gelo Mare, attività che era presente da venticinque anni sotto il porticato di via Anacarsi Nardi, attività spazzata via dall’onda anomala di acqua e fango del 25 ottobre scorso. L’intenzione di ricorrere alla magistratura è stata ribadita ieri mattina dalla signora Maria, durante una conferenza stampa convocata dalla Camera di Commercio proprio per fare chiarezza sulle voci che circolano attorno alla lista.

Non sono mancati toni accesi fra Simonetta Menconi, dirigente della Camera di Commercio, e la signora Maria, con quest’ultima che insisteva sul fatto che sarebbero state risarcite attività commerciali che non hanno avuto danni dall’alluvione e addirittura che erano chiuse il 25 ottobre 2011: «Invece, noi non abbiamo avuto nulla, non avendo riaperto, ed è un anno che siamo senza lavoro, ma fortunatamente i cittadini più arrabbiati sono con noi» esclamava la signora Maria, affiancata dal marito Bruno.

«Non siamo un organo di polizia - replicava Menconi – e abbiamo fatto quello che dovevamo con la massima correttezza, facendo controlli a campione sul 50% delle richieste di risarcimento basate su una autocertificazione dei danni».

Infatti, se il danno era inferiore ai 30mila euro, bastava una autocertificazione, mentre se era superiore occorreva una perizia asseverata. A illustrare i termini del tanto contestato bando, aperto dal primo dicembre 2011 al 28 febbraio 2012, era il presidente della CdC, Norberto Ricci, il quale spiegava che le 89 imprese finanziate hanno ricevuto complessivamente contributi pari a 772mila e 193 euro. L’intervento è consistito in un contributo a fondo perduto non superiore al 70% delle spese ammissibili e, comunque, non superiore a 10mila euro. Undici sono state le domande escluse per varie cause: impossibilità di valutazione della domanda (domande incomplete e non integrate a seguito di specifica richiesta), imprese non attive al momento della presentazione della domanda, imprese che non sono risultate avere sede/unità locale in Provincia di Massa Carrara.

Inoltre, ci sono anche quattro imprese ammesse a contributo, ma che non hanno ancora rendicontato con le fatture.

Infine, ricordiamo che nei giorni scorsi l’assessore al commercio del Comune di Aulla, Silvia Magnani, ha annunciato l’emissione di un bando del valore di 50mila euro per venire incontro alle attività commerciali che non sono riuscite nell’impresa di rialzare le saracinesche a seguito della catastrofe alluvionale del 25 ottobre scorso. Sono poche, ma garantivano uno stipendio alle famiglie di chi le gestiva e ci lavorava, contribuendo a fare circolare ricchezza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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