La manifestazione
Abusi nelle case popolari 200 denunce in due anni
Battaglia dell’Erp contro gli inquilini fuori regola dei 4mila alloggi provinciali tra controlli sui redditi, verifiche a campione ma soprattutto esposti anonimi
MASSA. Oltre duecento segnalazioni su 3.725 alloggi popolari, la metà delle quali condotta grazie ai vigili urbani, una decina con l’interessamento della procura della Repubblica e altri quindici circa attraverso l’attività del nucleo investigativo dei carabinieri. Furbetti delle case popolari, tremate. I numeri del controllo sugli inquilini degli alloggi pubblici condotto dall’Erp (Edilizia residenziale pubblica) di Massa-Carrara, relativi al biennio 2010 e 2011 disegnano una situazione che ha costantemente il fiato sul collo.
L’Erp gestisce i circa 700 immobili di proprietà dei Comuni della provincia, dove abitano circa 12mila persone. La maggiorparte ha davvero bisogno. Alcuni, però, un po’ meno. Solo negli ultimi tre mesi le segnalazioni alle forze dell’ordine partite da via Roma 30 a Carrara, sede dell’Erp, sono state 25; 12 le dichiarazioni mendaci segnalate alla procura.
Il lavoro è svolto dal team di sei persone dell’ufficio rapporti con l’utenza. Rapporti che non sono sempre rosei, almeno a giudicare dal numero degli inquilini che, per vari motivi, non rispettano le regole per mantenere la casa popolare.
«Ci sono tre tipi di controllo per valutare se una famiglia continua a possedere i requisiti per occupare in modo legittimo un appartamento», spiega il presidente dell’Erp Luca Panfietti. «Il primo è sui redditi, è previsto dalla legge ogni due anni ed è svolto verificando tutte le dichiarazioni dei redditi, a tappeto».
In questo modo l’Erp ricalcola gli affitti e, se il tetto previsto per l’assegnazione è superato, può far avviare la pratica di decadenza del diritto all’alloggio. «Se qualcuno non presenta la dichiarazione – spiega Panfietti – andiamo direttamente a casa a controllare. A volte si tratta solo di persone che hanno difficoltà a presentare la documentazione o addirittura non sanno leggere. Altre volte, invece, se la famiglia è irreperibile, ci rivolgiamo alla polizia municipale». Nel 2010 in provincia 68 inquilini Erp hanno superato i limiti di reddito per mantenere la casa. «A quel punto – spiega Panfietti – mandiamo le carte ai Comuni, perché per legge spetta a loro avviare la pratica per revocare l’assegnazione». Nell’attesa l’Erp aumenta l’affitto secondo i parametri di reddito. Poco meno di una decina sono gli inquilini che hanno restituito la casa in modo più o meno spontaneo.
C’è poi un secondo livello di controllo, eseguito su un campione del 10 per cento degli inquilini. «La priorità dell’Erp è quella di reperire alloggi – spiega Panfietti – per questo è fondamentale accertarsi che gli inquilini non le diano in subaffitto e non le lascino vuote». Nel solo 2012 sono stati 12 gli inquilini pizzicati a subaffittare l’appartamento che l’Erp aveva dato loro, o a lasciarlo vuoto perché abitavano altrove.
Il terzo tipo di controllo avviene dietro segnalazione di singoli cittadini che, testimoni di un presunto abuso, lo riferiscono all’Erp. «Sono circa un centinaio all’anno – spiegano dall’ufficio rapporti con l’utenza – e le verifichiamo tutte. Anche quelle anonime. In fin dei conti, è proprio grazie a questo costante monitoraggio che riusciamo a liberare case occupate indebitamente a vantaggio di chi ne ha bisogno».
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