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Studenti catalogano antiche pievi in marmo

AULLA. Sperdute su sentieri talvolta abbandonati, deposte agli incroci delle strade per proteggere il cammino e indicare mete lontane, poste a custodia delle case: centinaia di maestà di marmo...

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AULLA. Sperdute su sentieri talvolta abbandonati, deposte agli incroci delle strade per proteggere il cammino e indicare mete lontane, poste a custodia delle case: centinaia di maestà di marmo evocano grazie ricevute, devozioni di genti lontane, delle quali ci resta talvolta il nome inciso nel marmo.

Una vera e propria indagine sul campo è stata condotta dagli alunni della terza B della scuola media “Dante Alighieri”, seguita e coordinata dalle professoresse Pietrini e Pedrelli e riprodotta in un filmato che sarà presentato domani, alle 21, nel teatrino parrocchiale dell’abbazia di San Caprasio. Il significato del lavoro dei ragazzi, l'iconografia, le origini storiche della diffusione delle maestà saranno illustrate dalla professoressa Caterina Rapetti, alla quale si deve il più importante censimento e studio delle maestà dell'alta Lunigiana, confluito nell'ormai quasi introvabile volume “Preghiere di pietra”.

La serata culturale è organizzata dall’associazione “Amici di San Caprasio”, in collaborazione con il Centro aullese di studi e ricerche “Giulivo Ricci”, con l’associazione “Manfredo Giuliani” e con l’assessorato alla cultura.

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