Sicurezza
Fontanelli: occupiamoci degli scandali in Lombardia
MASSA. Paolo Fontanelli, ex sindaco di Pisa, oggi parlamentare del partito democratico e neo- componente della Commissione d’inchiesta sugli sprechi e le inefficienze nella sanità non è uno che “le...
MASSA. Paolo Fontanelli, ex sindaco di Pisa, oggi parlamentare del partito democratico e neo- componente della Commissione d’inchiesta sugli sprechi e le inefficienze nella sanità non è uno che “le manda a dire”. E ieri pomeriggio, al termine dell’audizione dell’assessore Maroni, va dritto al cuore politico della vicenda. «L’onorevole Barani cerca di utilizzare lo scandalo del buco milionario dell’Asl di Massa per dimostrare un presunto fallimento del sistema sanitario toscano e attaccare così il presidente Enrico Rossi, all’epoca assessore alla sanità. In realtà questa vicenda dimostra il contrario: la giunta regionale quando ha scoperto che i bilanci non potevano essere approvati ha reagito, è stato Rossi ad andare in procura a fare denuncia. Il sistema ha reagito bene, la Regione si è comportata in modo corretto e il livello di eccellenza della sanità toscana non è in discussione».
Piuttosto, aggiunge Fontanelli, c’è da porsi un’altra domanda: «Io sono da poco nella commissione sulla sanità. Però, di fronte a quel che sta emergendo in altre parti d’Italia, penso agli scandali del San Raffaele a Milano, al clamoroso giro di affari sporchi e tangenti nella sanità lombarda di cui si sta occupando la magistrature, mi chiedo se abbia ancora un senso che questo organismo commissione si occupi del caso di Massa e non di questi giganteschi casi di spreco e inefficienza nella sanità pubblica».
Quanto all’audizione di ieri, Fontanelli definisce «puntuali» le risposte date dall’assessore Maroni alle domande dei commissari (poste quasi esclusivamente da Lucio Barani ndr.). Sulla questione dell’aumento dei costi dei quatto ospedali, poi, «Maroni ha letto le risultanze dell’Autorità di vigilanza sugli appalti che riconoscono il carattere fisiologico, legato alla necessità di adeguarsi a nuove norme» del’incremento del 7% circa dei costi iniziali (si parla di circa 400 milioni complessivi).
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