Il Tirreno

Cisl: «Atn, 200 posti in pericolo»

Cisl: «Atn, 200 posti in pericolo»

L’azienda non ha aderito al Consorzio toscano trasporti nord. Mannini: così siamo tagliati fuori

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MASSA. «O a Massa Carrara siamo i più furbi o qua c’è qualcosa di non chiaro». Il segretario della Fit-Cisl di Massa-Carrara, Luca Mannini, lancia l’allarme per l’Atn. In ballo, a suo dire, ci sarebbe il futuro lavorativo dei duecento dipendenti dell’Atn, l’azienda apuana di trasporto pubblico che nei prossimi mesi, come tutte le società di trasporti toscane, sarà travolta dallo tsunami della riorganizzazione del settore.

La Regione si sta infatti preparando a ridisegnare il servizio. Il progetto, ormai ben noto, è quello di affidare tutto il trasporto su autobus a un’unica società in tutta la Toscana, da individuare con una gara unica aperta anche a concorrenti europee. Un superappalto per vincere il quale bisogna unire le forze.

E, infatti, dagli Appennini al mar Tirreno, tutte le società di trasporto pubblico locale si stanno coalizzando in società più grosse per avere più chance di farcela. Ma nella provincia di Massa-Carrara, lamenta Mannini, si va in una diversa direzione. Anzi, si sta fermi.

«Alcuni anni fa – spiega Mannini – in Toscana fu deciso di creare una grande società di trasporto pubblico locale in sostituzione delle vecchie società provinciali di trasporto. Nacque così il Ctt, Consorzio Toscano Trasporti, che vedeva riunite la Cap di Prato, l’Atl di Livorno, il Clap di Lucca, il Cpt di Pisa, il Copit di Pistoia e la Lazzi di Firenze».

Il Cat Spa di Massa-Carrara, cioè l’azienda che esisteva prima dell’Atn e dalla quale poi è nata l’Atn, per volontà della proprietà rimase fuori questa alleanza. «Vi è rientrata poco tempo dopo – spiega Mannini – non come socia al pari delle altre aziende ma come società indipendente dove una quota di essa è stata comprata da Ctt. Anomalia questa che ancora oggi non si riesce a capire». Ma non è questa l’unica anomalia che il sindacalista denuncia. «A distanza di pochi anni – prosegue Mannini – il Ctt si è sciolto e adesso si è creata una nuova società, la Ctt nord, che parteciperà alla gara unica regionale, prevista per il prossimo anno».

Vi hanno già aderito la Clap, il Cpt e l’Atl, «spartendosi tra loro – spiega Mannini – la gestione dei reparti ovvero l’officina, il movimento e l’amministrazione. Ancora una volta noi siamo rimasti fuori. Perché?». Il sindacalista chiama in causa anche la politica apuana. «Dov’è l’interesse a non voler entrare a far parte della dirigenza di una società così vasta, ad attendere e magari entrarvi in un secondo tempo senza alcun potere decisionale? C’è un motivo ben specifico per questa decisione oppure è solo mancanza di capacità dei nostri amministratori?». Mannini chiede anche perché al tavolo delle trattative che si è tenuto tra tutte le province della Toscana del nord i rappresentanti di Massa-Carrrara erano gli unici assenti.

«La nostra paura – confessa – è che alla fine l’immobilità della politica locale possa portare a spiacevoli situazioni per i dipendenti. Ci sono da creare le condizioni per garantire i posti di lavoro, le residenze lavorative, gli accordi aziendali esistenti. Qualsiasi operazione venga effettuata non deve in nessun modo ricadere sulle condizioni di lavoro dei dipendenti».

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