Il Tirreno

la cittÀ che non va

Arriva la transenna, affari a picco

Arriva la transenna, affari a picco

Protesta il Witch di via Aurelia: ci hanno tolto anche lo stallo disabili

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MASSA. Dopo 106 anni di onorata carriera il bar-tabacchi Witch di Massa è in difficoltà. Non c’entra la crisi e neppure nuovi concorrenti. Tutto è iniziato per una questione di sicurezza stradale che ha vietato alle auto di fermarsi davanti al bar e ha ridotto clienti e incassi.

Il Witch, in via Aurelia sud a Massa, davanti all’ospedale, è sempre stato frequentatissimo per il via vai intorno alla struttura sanitaria e per chi arriva in auto. «Un anno fa però il Comune ha realizzato un passaggio pedonale tracciando una striscia gialla parallela al senso di marcia, che restringe la carreggiata e impedisce alle auto di fermarsi davanti al bar», spiega la titolare, Michela Zanisi. Ma non è finita qui.

A luglio hanno installato anche delle transenne parapedonali che impediscono fisicamente alle auto di accostare. Il Comune ha agito su segnalazione di alcuni abitanti della zona che hanno lamentato pericoli per i passanti. «In realtà – spiega Michela – non c’è mai stato pericolo. Noi abbiamo rilevato il locale 6 anni fa, ma il locale era aperto da un secolo. E non abbiamo mai visto incidenti. Semmai il pericolo è cominciato con queste transenne, perché ora le auto che accostano restano in mezzo alla strada». Nel tempo dell’intervista almeno un’auto si è fermata intralciando il traffico (vedi foto). Ma c’è dell’altro.

La determinazione dirigenziale che autorizza l’installazione delle transenne (a costo zero per il Comune) è datata 4 settembre, ma le transenne erano già installate da 2 mesi.

Infine la questione disabili. «Hanno messo lo stallo del carico-scarico lontano dal negozio e anche quello per i disabili è distante. Questo rende impossibile l’accesso al bar ai disabili che frequentano l’ospedale e anche a mio padre che mi aiuta al bar e ha difficoltà a deambulare. Non lo nascondo: siamo in grosse difficoltà».

Michela si è rivolta a un avvocato, ha raccolto 500 firme e chiede di poter tornare a lavorare come prima. «Basterebbe togliere almeno gli ultimi tre pezzi di ringhiera», chiede.

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