Sicurezza
«Non si può aspettare 7 mesi per un’eco»
MASSA. Prima gli hanno detto che quel bozzo che ha all’altezza dell’inguine era una punta d’ernia e che doveva andare in chirurgia per fissare un intervento. Ma il medico dopo averlo visitato gli ha...
MASSA. Prima gli hanno detto che quel bozzo che ha all’altezza dell’inguine era una punta d’ernia e che doveva andare in chirurgia per fissare un intervento. Ma il medico dopo averlo visitato gli ha detto che quel bozzo non era un’ernia e che quindi c’era bisogno di una ecografia. Giancarlo Monti, sessantenne, ieri mattina si è presentato al Cup e ha chiesto di fissargli l’esame. Quando l’impiegato gli ha detto che il primo posto libero all’ospedale di Massa era a maggio 2013 l’uomo non ci voleva credere: «Come ha detto, scusi? A maggio? Ma se fosse qualcosa di grave io potrei già essere morto tra sette mesi». L’impiegato gli ha ribadito la data e gli ha detto che se voleva fare prima, ma di un paio di mesi, l’alternativa era quella di andare a Pontremoli: «Io 45 chilometri non posso farli per un’ecografia - ha spiegato il sessantenne -. Non ho né l’auto né nessuno che mi possa accompagnare». E se ne è andato senza concludere nulla.
Ha provato a quel punto a rivolgersi a uno studio privato, ma la richiesta di sessanta euro per l’esame lo ha costretto ad alzare bandiera bianca. L’ultima sua possibilità era quella di andare ai giornali e di manifestare tutta la sua rabbia: «Non siamo stati noi a creare il buco di bilancio, ma vedo che stanno facendo in modo di farcelo pagare a noi. Ci dicano con chiarezza che chi non ha i soldi è meglio che si tolga dai piedi, se uno sta male non può aspettare i tempi della sanità pubblica e siccome non tutti possono dare il proprio denaro ai privati ecco che la nostra fine è segnata».
Questa mattina Monti proverà un’altra volta a trovare una soluzione: «Non posso non sapere che cosa ho».
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