Toscana
Lezioni di vita raccontate dai ragazzi del servizio civile
CARRARA. Nei giorni scorsi, al centro direzionale dell’Asl di Via Don Minzoni, alcuni ragazzi del Servizio civile volontario regionale hanno concluso la loro esperienza raccontandola direttamente al...
CARRARA. Nei giorni scorsi, al centro direzionale dell’Asl di Via Don Minzoni, alcuni ragazzi del Servizio civile volontario regionale hanno concluso la loro esperienza raccontandola direttamente al Direttore Generale Maria Teresa De Lauretis. Un momento di festa, per questi ragazzi, per la Responsabile del Servizio Civile Dott. Osmide Leonardi e per gli operatori sanitari “tutor” dei ragazzi.
Ecco i nomi: Fruzzetti Lorenzo, Baldini Rita, Bellocchio Chiara, Cantone Damiano, Cucurnia Arianna, Guelfi Alessia, Maghelli Jessica, Mastrini Silvia, Palena Samira, Perfigli Giacomo.
Un’esperienza che esce positiva dalle loro parole e dalle lucide analisi che ci hanno regalato con le loro testimonianze.
Di seguito ne riportiamo degli stralci: «In particolare l'esperienza al Cup è stata per me positiva, non ho avuto alcun problema con l'utenza e, anzi, ho guadagnato anche due caramelle da una dolce vecchina! L'impatto emotivo però è stato piuttosto elevato perché entri in contatto con realtà socioeconomiche non sempre piacevoli e che ti fanno riflettere: i giovani che non hanno un futuro e si vedono il presente scivolare dalle mani; il padre di famiglia disoccupato che si vergogna del suo nuovo stato sociale e non ti guarda nemmeno negli occhi mentre ti porge i documenti per ricevere il foglio dell'esenzione», ha detto fra l’altro Alessia Guelfi. «E’ stato un anno in cui abbiamo potuto sperimentarci nelle nostre abilità sociali ed emotive, apprendere conoscenze, ma soprattutto comprendere l’altro e noi stesse, consapevoli di essere solo al punto di partenza di un percorso lungo una vita», sottolineano Rita Baldini e Chiara Bellocchio. «In questo anno ho allargato il mio bagaglio culturale, grazie all’incontro con donne di diverse nazionalità e cultura; all’inizio ero emozionatissima nel confrontarmi con loro, con i loro stili di vita, le abitudini, le usanze e le credenze. Al Consultorio familiare non esistono barriere culturali o di religione, tutto avviene in modo naturale, le donne che arrivano, italiane o straniere che siano, sanno che qui troveranno supporto, qualcuno che le ascolti e che le aiuti concretamente», afferma Arianna Cucurnia. «La decisione di partecipare a questo progetto di Servizio Civile è stata sicuramente una delle migliori scelte che abbia mai fatto. Quello che all’inizio sembrava solamente una prospettiva interessante, un modo di conciliare i miei studi universitari alla realtà lavorativa si è rivelata una grande esperienza dal punto di vista umano ed emozionale», Silvia Mastrini.
«Ho avuto la fortuna di svolgere il mio lavoro al Pronto soccorso di Massa; è ovviamente un punto caldo, l’emergenza è sempre dietro l’angolo ma il personale medico e paramedico, come ho detto prima, mi infondeva serena professionalità. Se questa esperienza la posso reputare soddisfacente, anzi appagante, è merito loro, meravigliosi animali sociali dotati d’anima», conclude Damiano Cantone.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
