Lutto
Invasi dai ratti, allarme igiene alla Partaccia
Famiglia costretta a difendersi dai topi che arrivano dal terreno del vicino. «Nessuno interviene»
MASSA. Quando ieri mattina ha aperto il rubinetto e ha visto che non c’era l’acqua calda, ha capito immediatamente che non era un problema di bollette non pagate. Erano stati i ratti, topi grossi come bottiglie, che avevano rosicchiato i tubi.
«Era già successo e io, con tre figli e una madre invalida a casa, non ce la faccio più a sopportare questa situazione». A raccontare questa storia tanto raccapricciante è la signora Francesca. La donna abita alla Partaccia e da quasi un anno sta combattendo perché sia ripristinata l’igiene nel suo quartiere.
«Nel terreno confinante con il mio – spiega – i miei vicini tengono degli animali da cortile. Il terreno è trascurato e il cibo degli animali attira frotte di ratti. Tenerli alla lontana è diventato impossibile: me li ritrovo in giardino, in casa, nel ripostiglio. Uno l’ho trovato morto sul pavimento. E oltre ai ratti ci sono i loro escrementi. Insomma, è un incubo».
La signora ha già presentato un esposto nel settembre 2012 e inviato un fax all’ufficio igiene del Comune. «Ma – spiega Francesca – hanno detto di pulire dove, in realtà, il problema non c’era. Hanno fatto togliere delle impalcature, come se i topi mangiassero il ferro. E per di più l’Asl mi ha chiesto più di 200 euro per fare un sopralluogo, che solo una denuncia sul giornale mi ha risparmiato».
A niente sono valsi i metodi “fai da te”. «Se mettiamo delle trappole per prendere i ratti – spiega Francesca – il giorno dopo non troviamo più nemmeno la trappola».
Dopo un anno dalla prima segnalazione la situazione è come prima. «Solo per il problema della caldaia – spiega la donna – ho dovuto chiamare di continuo l’idraulico. Ora mi sono stancata. I miei figli sono terrorizzati e qui siamo abbandonati. Chi di dovere deve intervenire, al più presto».
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