Il dolore
«Il nostro settore è vivo, la navalmeccanica no»
CARRARA. Parlano anche alla Ocean Independence, la società svizzera che per prima aveva manifestato il suo interesse ad acquisire il cantiere navale di Marina di Carrara il cui progetto, però, era...
CARRARA. Parlano anche alla Ocean Independence, la società svizzera che per prima aveva manifestato il suo interesse ad acquisire il cantiere navale di Marina di Carrara il cui progetto, però, era stato accolto con estrema freddezza da lavoratori e istituzioni: «Questa reazione mi ha stupito anche perché non abbiamo avuto occasione di illustrare al territorio la nostra proposta», afferma alla vigilia dell’incontro al Ministero dello Sviluppo, Maurizio Cei, mediatore di Ocean Independence. «Il nostro è un piano di respiro internazionale, è la miglior proposta per Nca e per la città di Carrara, perché punta su un settore vivo, mentre la navalmeccanica è morta - attacca Cei - La soluzione di Ocean è ideale anche in vista dei progetti di sviluppo della vostra città, penso al porto turistico e al Waterfront».
Quanto poi alle critiche sollevate al piano degli svizzeri e in particolare ai dubbi sul carattere “industriale”del progetto Ocean, Cei garantisce: «Abbiamo già migliorato la nostra proposta, apportando gli aggiustamenti richiesti dal governo e dal vostro territorio, presto vi spiegheremo come. Industriale è un’attività che non è soggetta alle oscillazioni di mercato, e che ha una valenza a lungo termine. In questo senso – conclude il mediatore - la proposta di Ocean Indipendence è fortemente industriale».
Clima disteso alla Admiral Tecnomar. Clima disteso in casa Admiral Tecnomar, che alla vigilia della trasferta a Roma, con il vicepresidente del gruppo, Giuseppe Taranto, punta tutto sulla bontà del piano illustrato lo scorso 18 settembre. «Confidiamo molto in questo progetto che abbiamo avuto modo di illustrare in più riprese a Invitalia. Speriamo la scelta cada su di noi, perché crediamo di aver fatto un buon lavoro», afferma sereno il vicepresidente.
Il progetto Admiral Tecnomar, lo ricordiamo, prevede un investimento che sfiora i 10 milioni di euro, una serie di master post-universitari da svolgere direttamente in fabbrica e un’attività all’insegna della continuità produttiva nel settore della navalmeccanica, con l’apertura alla costruzione di navi “tecniche”e mega yacht, da 35 fino a 60 metri, ma anche al refitting. Ma soprattutto, Admiral Tecnomar si è impegnata a riassorbire tutto il personale di Nca, in larga parte direttamente nel cantiere e per il resto presso l’indotto. (c.ch.)
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