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È boom di lucciole, i carabinieri a caccia degli sfruttatori

È boom di lucciole, i carabinieri a caccia degli sfruttatori

MARINADI MASSA. A Marina la prostituzione è tornata. Prepotentemente. Un fenomeno in forte crescita, quello delle lucciole, tanto che le forze dell’ordine, carabinieri in testa, hanno cominciato a...

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MARINADI MASSA. A Marina la prostituzione è tornata. Prepotentemente. Un fenomeno in forte crescita, quello delle lucciole, tanto che le forze dell’ordine, carabinieri in testa, hanno cominciato a censire le ragazze. E a tenere d’occhio le bande che le controllano. Perché l’aspetto più preoccupante è proprio questo: gli sfruttatori, dopo mesi di assenza, sono tornati a dettare legge.

Le ragazze sono originarie soprattutto dell’est Europa: bulgare, romene e ungheresi. E ci sono anche le albanesi. Chi vive alle loro spalle è quasi sempre romeno, al massimo albanese. Sono proprio questi a essere nel mirino dell’Arma, che sta cercando di ripulire Marina di Massa da questo giro. Anche perché il rischio è che il numero delle lucciole si moltiplichi e che poi diventi un’impresa titanica farlo sparire.

I militari della compagnia di Massa hanno più volte parlato con le ragazze, portandole in caserma e facendosi raccontare perché sono finite sul lungomare. Qualcuno collabora e presto potrebbe esserci una svolta. Quasi tutte sono finite in mano a queste bande di sfruttatori per fame: nei loro paesi d’origine non riuscivano ad arrivare alla fine del mese e così, anche per aiutare i loro familiari, hanno deciso di prostituirsi. Un aspetto curioso è dato dal fatto che per alcune di loro l’Italia è la seconda o terza scelta. C’è chi ha iniziato a fare la lucciola in Grecia e chi in Spagna, ma visto che in questi paesi ormai in pochi si possono permettere il sesso a pagamento hanno deciso di venire dalle nostre parti.

Proprio grazie alla collaborazione di queste giovani ci sono una serie di nominativi che i carabinieri stanno tenendo sotto controllo. Alla vecchia maniera: pedinando i loro spostamenti, alla ricerca della prova della pistola fumante. Per ora non è stato trovato nulla di compromettente, ma non è escluso che presto potrebbe arrivare la tanto attesa svolta. Una lucciola, portata in caserma per l’ennesima identificazione, lo ha chiesto quasi pregando i militari: «Per favore liberatemi, così posso tornare a casa da mio figlio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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