Il Tirreno

Bonifiche, chi ha inquinato paga

L’80% dei costi a carico delle aziende responsabili, il ministero dice sì

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MASSA. Buone notizie (forse) sulla vicenda Sin, ossia della bonifica delle aree industriali: pagherà (di più) chi ha inquinato.

Mentre sta andando avanti la procedura di ri-perimetrazione del il sito di bonifica di interesse nazionale di Massa e Carrara, la direzione generale per la tutela del territorio del ministero dell’ambiente ha comunicato a Regione, Provincia e Comuni di Massa e di Carrara il suo “sì” alla richiesta che le stesse istituzioni locali avevano fatto a fine agosto per una diversa valutazione della ripartizione del danno ambientale per le aziende incluse nel Sin.

La valutazione positiva, già anticipata dall’assessore regionale Annarita Bramerini, ha ora l’ufficialità sottoscritta in un documento firmato dal direttore generale, Maurizio Pernice. La questione è importante perchè riguarda il “chi paga per l’inquinamento e la bonifica dei terreni” e i soldi in gioco sono tanti. La stima è di 63 milioni di euro per interventi di messa in sicurezza d’emergenza e di 86 milioni per il danno ambientale. Un primo accordo stabiliva che per il danno ambientale i costi venissero così ripartiti: una quota del 30% a carico di tutti i proprietari (eccetto le aree non impattanti) e il 70% ripartito tra i proprietari con attività considerate ad alto impatto.

Tutto questo portava ad una stima di un costo fra i 10,15 e 29,90 euro al metro quadro. Costi insostenibili per le imprese che oggi sono insediatenelle aree Sin. Soprattutto se si tien conto che la quasi totalità delle aziende non sono responsabili dell’inquinamento storico rintracciato nelle falde. Da qui la richiesta, avanzata nei mesi scorsi da Provincia, Regione e Comuni interessati, di una diversa valutazione della ripartizione del danno ambientale che consenta di richiamare in causa gli inquinatori storici e reali a cui sarebbe addebitato l’80% del danno ambientale, riducendo così i costi di transazione per le singole aziende attualmente proprietarie ed “incolpevoli” a un range tra i 6,5 e i 10,4 euro a metro quadrato. Si tratta, insomma, di ribadire il principio di “chi inquina, paga”, chiamando gli eredi del polo chimico apuano (le varie Montedison, Enichem ecc.) a risarcire il territorio.

Da quella richiesta si è ora arrivati alla valutazione positiva della direzione del ministero. La proposta adesso dovrà essere presentata, alla Conferenza Stato Regioni, procedura per la quale la Regione si attiverà nel più breve tempo possibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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