Il dolore
Zubbani media con Nca: rinviate il varo
Stamani scatta lo sciopero con picchetto davanti all’azienda. Incerta la presenza di Mor, in ospedale per un’intossicazione
CARRARA. Nca, tensione sempre più alta.
Alla vigilia del tavolo romano, nella sede del Ministero dello sviluppo economico, è confermato lo sciopero delle tute blu di oggi, per l’intera giornata. E il picchetto, stamani alle 5 e 45, davanti ai cancelli dell’azienda (in concomitanza con il primo turno di lavoro, dalle 6 alle 14), dove è in programma il varo della nave Messina commissionata dalle Ferrovie dello stato. Alle 8 i lavoratori si riuniranno in assemblea, un’assemblea informativa per fare il punto della situazione a poche ore dall’appuntamento romano che dovrebbe avere un ruolo importante per il futuro dell’azienda e dei suoi dipendenti. Sul tavolo, infatti, c’è il destino di Nca rispetto alle manifestazioni di interesse arrivate a Invitalia da tre soggetti (prima la Ocean Independence, e poi Tecnomar e la cordata Antonini-Corsi).
Intanto è incerta la presenza dell’amministratore delegato di Nca, Luigi Mor, ricoverato ieri in ospedale a seguito di un’intossicazione alimentare (le sue condizioni non sono preoccupanti).
Zubbani: ho chiesto all’azienda di rinviare il varo. Il sindaco Zubbani prova a mediare. «Ho parlato con l’azienda e ho chiesto di soprassedere al varo in attesa dell’incontro di Roma. Spero che mi dia retta, per opportunità e per non creare tensione». Insomma la linea del sindaco è chiara. «Ho detto e ripetuto che ci sono due posizioni: quella dei lavoratori che vogliono, giustamente, delle garanzie per il futuro, e quella dell’azienda che deve portare a avanti commesse acquisite - spiega Zubbani - In genere il buon senso suggerisce che con due giuste cause in genere un accordo si trova. Mi auguro quindi che l’azienda possa dialogare serenamente con il sindacato e i lavoratori e trovare la soluzione migliore».
Le Rsu: siamo sul ciglio del burrone. Il clima adesso è davvero denso di preoccupazione. E i lavoratori sono consapevoli che le prossime ore potranno essere decisive per il loro futuro. «Le preoccupazioni sono tante. Siamo sul ciglio del burrone - dichiara Emanuele Peselli della Rsu del cantiere - Fino ad oggi siamo stati tranquilli, abbiamo cercato di tenere la nostra mobilitazione su un basso profilo, cercando di mediare con l’azienda, per dimostrare l’affidabilità del cantiere e anche per arrivare a Roma in un clima di serenità. La tensione poteva essere evitata, ma non è responsabilità nostra, la decisione di mettere il giorno prima dell’incontro romano il varo della nave, ci sembra un chiaro atteggiamento provocatorio». «Il tavolo convocato a Roma - conclude - per noi è importantissimo: sapremo se il futuro dell’azienda prevede, come da noi richiesto, la salvaguardia di tutti i posti di lavoro».
Picchetto contro il varo. Le operazioni per il varo della Messina sono in programma per stamattina. Si tratta- spiegano i lavoratori - di un varo non troppo complesso: la nave galleggia già nel bacino, si tratta di tagliare le funi, aprire la porta di bacino e agganciarla al rimorchiatore. Un lavoro in cui dovrebbero essere impiegati, oltre agli operai di Nca, anche la marineria e addetti di alcune ditte esterne. Ma, soprattutto, un’operazione che, secondo le Rsu “inopportuna” e proprio per questo va bloccata, almeno fino a dopo l’esito del tavolo convocato per domani alle 10 al Ministero dell’economia.
«Quello che abbiamo chiesto all’azienda è solo questo: di ritardare il varo - spiega Giulio Marchi della Rsu - È per questo motivo che abbiamo indetto lo sciopero, con un picchetto ai cancelli a cominciare dal primo turno».
Insomma dopo un periodo di calma fra azienda e lavoratori si torna al braccio di ferro. Con l’invito, però del sindaco a rimandare il varo mediare e a scegliere la strada del dialogo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
