La manifestazione
Si avvicina il 25 ottobre e torna la paura
Città in allerta per la perturbazione con il pensiero a un anno fa. Partono oggi i lavori per la risagomatura del Magra
AULLA. A dieci giorni dal primo anniversario della terribile e mortale alluvione del 25 ottobre 2011, ieri e domenica scorsa la città è ripiombata nella paura. Complice una perturbazione che, fortunatamente, si è rivelata meno forte del previsto, ad Aulla si sono rivisti in giro i mezzi della Protezione civile e dei vigili del fuoco, in particolare domenica sera, mentre la popolazione veniva allertata tramite telefonate e sms.
Inoltre, a documentare la situazione c’erano anche le telecamere di Sky.
Intanto, proprio ieri sono arrivati in città, andandosi a posizionare al campo sportivo “Quartieri”, i mezzi preposti a dare inizio ai tanto attesi lavori di risagomatura dell’alveo del fiume Magra, mezzi della ditta Giovanetti di Cantagrillo di Pistoia, che ha vinto l’appalto per conto della Regione Toscana.
I mezzi dovrebbero entrare in azione oggi e «possono operare - spiega il sindaco Roberto Simoncini - anche in caso di pioggia». Tutti si augurano che i lavori di risagomatura prendano il via, anche perché fra la gente il sentimento più diffuso è di sfiducia e rassegnazione. «Hanno dato qualche soldo di risarcimento, ma nel fiume non hanno fatto niente»: è questa la frase più gettonata quando si tocca l’argomento alluvione. Da oggi, però, dovrebbe proseguire l’azione per la messa in sicurezza dell’abitato di Aulla.
Infatti, nei giorni scorsi si è conclusa la prima fase di lavori sull’argine del fiume Magra, quella di consolidamento del parapetto esistente, lavori che hanno permesso di consolidare tutto il tratto di argine corrispondente all’abitato di Aulla, dal ponte sull’autostrada a quello per Podenzana: «Grazie a questo intervento - sosteneva la Regione Toscana in una nota - Aulla potrà considerarsi in sicurezza rispetto a un evento simile a quello avvenuto il 25 ottobre 2011».
La nuova tranche di interventi riguarderà, come accennato, la risagomatura del letto del fiume, con l’asportazione del materiale in eccesso: durante la cosiddetta “fase 2” verranno riprofilate le sponde del fiume Magra e saranno asportati almeno 80mila metri cubi di materiali dal fondo del fiume, il tutto nei prossimi tre mesi. Esaurita anche questa “fase 2”, partirà l’ultima, decisiva tranche di lavori, quelli per la costruzione del nuovo argine, con il rialzo del parapetto di un metro e mezzo, ma anche con la realizzazione di un parco fluviale fruibile da parte della popolazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
