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Nella macroregione la provincia finisce insieme al Piemonte

Nella macroregione la provincia finisce insieme al Piemonte

MASSA. Pratesi. Anzi no: lucchesi. Nemmeno: piemontesi. Se la geografia è impazzita nella ridefinizione dei confini della nuova – ancora indefinita – superprovincia, con proposte che vogliono Massa-Ca...

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MASSA. Pratesi. Anzi no: lucchesi. Nemmeno: piemontesi. Se la geografia è impazzita nella ridefinizione dei confini della nuova – ancora indefinita – superprovincia, con proposte che vogliono Massa-Carrara unita a ora a Lucca, ora addirittura alla lontana Prato, non va meglio con la bozza di disegno della altrettanto nuova – e ancora più nebulosa – macroregione.

Che, nei piani del ministro per la Pubblica amministrazione e semplificazione, Filippo Patroni Griffi, dovrebbe staccarsi dal resto della Toscana – che dovrebbe unirsi all’Umbria – e agganciarsi alla Liguria, al Piemonte e alla Val d’Aosta. Insomma, il nuovo capoluogo di regione, da Ronchi a Montelungo, sarebbe Genova o Torino o addirittura Aosta.

Al momento si tratta di una proposta che il ministro ha fatto propria partendo da uno studio della Fondazione Agnelli che prevede la costituzione di dodici macroregioni. Un ripensamento dei confini amministrativi che si inserisce sulla scia del riordinamento delle provincie e al quale si metterà mano non appena chiuso quel capitolo.

Ma perché amputare la nostra provincia e attaccarla da un’altra parte? «È il solito intervento estemporaneo del ministro», spiega seccato il presidente della Provincia Osvaldo Angeli. «Un conto è parlare di regioni – prosegue l’inquilino di Palazzo Ducale – un conto è tagliare una provincia. Secondo me è una proposta su cui non si deve nemmeno discutere. Si parli sì del riordino delle regioni ma in termini di una riforma istituzionale seria, si discutano le competenze. In base a quello va deciso il riordino. Non si ripeta lo sbaglio che si è fatto sulle province. Sbagliare è umano e perseverare è da sciocchi. In attesa, io mi sento bene in Toscana e sto bene qui». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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