Sicurezza
Frana di Mirteto, l'indagine potrebbe essere avocata
Dopo la richiesta di un supplemento di perizia del gup, i tempi si allungano. Inquirenti delusi, ma nessuna polemica
MASSA. L’inchiesta sulla frana del Mirteto, costata la vita, la sera del 31 ottobre del 2010, all’autotrasportatore Aldo Manfredi potrebbe passare in mano alla procura generale, che di fatto la toglierebbe alla procura apuana. E tutto perché il giudice dell’udienza preliminare Ermanno De Mattia la scorsa settimana ha chiesto dei chiarimenti ai due tecnici che hanno fatto la perizia individuando le cause e i responsabili dello smottamento. De Mattia però disponendo una perizia supplementare, che accoglie i dubbi avanzati legittimamente dai periti delle difese, dice che potrebbero esserci possibili incongruenze. Senza entrare nello specifico, però. E questo di fatto complica il lavoro dell’ingegnere Paolo Rabitti e del geologo Giampaolo Sommaruga. Non solo: mette in discussione quanto fatto dai sostituti procuratori Rossella Soffio e Federico Manotti (quest’ultimo però non si occupa più della vicenda perché trasferito a Genova).
Ma anche se la procura generale, a cui il gup ha mandato gli atti che dispongono la nuova perizia, non dovesse prendere in mano l’indagine di fatto l’iter processuale ha subìto una brusca frenata. Anche perché da quando sono state chiuse le indagini, con la richiesta di rinvio a giudizio per dieci persone, è passato praticamente un anno. E ancora non si sa se ci sarà il processo oppure no. L’ennesima frenata, insomma, qualche mal di pancia agli inquirenti l’ha provocato. Anche se nessuno può dirlo apertamente.
Ma il destino di Mirteto potrebbe essere lo stesso di Lavacchio. Tra meno di un mese (il 13 novembre) ci sarà la seconda udienza preliminare per la frana costata la vita a Nara Ricci e a suo figlio di due anni Mattia Guadagnucci. Nella prima c’è stata la costituzione di parte civile da parte dei familiari delle vittime, nella prossima i periti delle difese depositeranno le loro conclusioni. E se troveranno delle incongruenze nel lavoro svolto da Rabiti e Sommaruga ecco che anche per questa vicenda bisognerà tirare il freno. L’udienza preliminare insomma rischia di trasformarsi di una sorta di prequel del processo vero e proprio.
D’accordo gli approfondimenti, ma a non andare giù agli inquirenti è il fatto che il gup abbia chiesto un supplemento di perizia all’ingegnere e al geologo nominati dalla procura, quando avrebbe potuto benissimo nominare un esperto super partes per dire una parola definitiva e soprattutto senza scatenare le polemiche che covano sotto la cenere. Anche perché ci sono due famiglie, i Guadagnucci e i Manfredi, che vogliono capire cosa è successo quella notte. E soprattutto perché è successo.
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