Il dolore
Secchiari: «Diamo soldi a chi ne ha bisogno»
Infortuni, accorato appello del presidente: «Assurdo che l’Inail chiuda con il bilancio in forte attivo»
CARRARA. «Diamo soldi a chi ne ha bisogno». Questo l'accorato appello di Michele Secchiari, presidente provinciale dell'Anmil (Associazione Nazionale fra Lavoratoi Mutilati e Invalidi del Lavoro), in occasione della 62ª giornata dedicata alla memoria degli infortunati o caduti sul lavoro. Parlando davvero con il cuore, Secchiari ha inteso denunciare le mancanze e l'arretratezza in materia di assistenza agli iscritti (447.000 a livello nazionale), e non solo, della sua associazione. In una sala gremita del Garibaldi, l'accalorato presidente, applaudito, ha affermato che «tutti se ne disinteressano, dai sindacati ai politici, ma ancora oggi si affrontano situazioni di mancato rispetto alla dignità personale».
«Qualora un giovane lavoratore perda la vita o si infortuni in servizio, poichè non è capofamiglia, non spetta ai suoi familiari praticamente alcun risarcimento, salvo un contributo per le spese funerarie». Nel mirino, i regolamenti dell’Inail (Istituto Nazionale per l'Assicurazione Contro gli Infortuni sul Lavoro), presso il quale «ogni volta la vittima di infortuni o i suoi parenti devono lottare con la burocrazia per rivendicare diritti già propri e riconosciuti». A tutto questo è da aggiungere, perdipiù, il fatto che, ogni anno, per Secchiari, «l'Inail stende il proprio bilancio con oltre 2 milioni di euro di attivo, i quali, non devoluti alle famiglie, finiscono nelle casse del governo per essere adibiti a qualsiasi altro scopo».
Un fiume in piena, Secchiari, che, però, riconosce come le responsabilità siano più in alto dell'Istituto, da addebitare «ad un mondo politico-istituzionale poco sensibile nella realtà a queste tematiche. La strada da percorrere è una riforma del Testo Unico dell'assicurazione sugli infortuni del lavoro, risalente a quasi quarant'anni fa, attraverso una legge di iniziativa popolare, di cui l'Anmil, da anni, si fa portavoce». Tutte prese di posizione alle quali ha risposto, in accordo con il presidente, la dottoressa Annalisa Piazzi, responsabile Inail di Carrara. «Noi ci troviamo, specie in relazione al problema dei giovani caduti od infortunati sul lavoro, in una posizione difficile, venendo chiamati ad ottemperare a leggi non più al passo con i tempi e a confrontarci direttamente con famiglie in situazioni difficili. Spetta alla sfera politico-istituzionale, in particolar modo ai legislatori, intervenire su queste mancanze, magari profilando un risarcimento per danno al patrimonio nei casi di giovani lavoratori non capifamiglia».
E, come ricordato dall'oratore ufficiale della giornata, il consigliere regionale Loris Rossetti, «anche una sola vittima o un solo infortunio sul luogo di lavoro è una sconfitta per la civiltà».
Luca Menconi
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