Il dolore
«Benvenuta Ztl, con te rinasce il centro»
I commercianti di piazza della Conca si preparano alla rivoluzione della viabilità. E puntano su eventi e tavolini in strada
MASSA. C’è un negozio di prodotti biologici e un locale di sushi. Ci sono i due ristoranti più antichi della città e una manciata di negozi di abbigliamento di alta moda. Tutto concentrato nel cuore del cuore del centro storico: via Cairoli e piazza Guglielmi, meglio conosciuta come piazza della Conca, dal nome dello storico ristorante che si affaccia sulla piazzetta.
Questa è una delle arterie del centro cittadino, che unisce i principali punti turistici della città (duomo, piazza Mercurio e piazza Aranci), nonché un agglomerato delle più caratteristiche attività commerciali della zona. E tuttavia a lungo trascurata. Troppo a lungo, forse, considerata come un semplice passaggio di auto che ha inibito amanti dello shopping e turisti a camminare tranquillamente per strada.
Lo spiega bene Anita Oggiani, francese di origine e italiana di adozione, che dal 2007 ha rilevato il ristorante più antico della città, il Chichibio dove hanno girato anche il film “Maternity blues”. «Questa via ha un immenso valore storico – spiega Anita – a partire dal mio ristorante. È nato nel 1835 e da allora è sempre stato aperto ininterrottamente. Quasi due secoli di vita che hanno visto entrare e uscire importanti personaggi storici. Qui è nata Lotta Continua, qui venivano a bere gli anarchici e ancora qui festeggiavano il primo maggio. Il palazzo poi è ancora più antico: risale al 1500. Eppure non c’è mai stata la volontà di valorizzare questa zona. Passavano le auto come se fossimo in periferia».
Ha ragione Anita: la zona è stata a lungo trascurata. Adesso però, con la Ztl in arrivo, qualcosa potrebbe cambiare. Nelle vetrine dei negozi si scorge un cartello con scritto “Per una città a misura d’uomo, centro pedonale”, a dimostrazione che l’entusiasmo per la novità è tanto. Ma questo, ovviamente, non basta.
Via Cairoli e piazza della Conca hanno bisogno di tornare a vivere, o meglio, di iniziare a vivere. Come? «Bisogna attirare gente, fargli capire che esistiamo», risponde Piera Tongiani, titolare dell’omonimo negozio in fondo a via Cairoli, direzione mare. Lì, si trovano svariati capi di abbigliamento di marca da donna. «I modi sono tanti – continua Piera – a partire da iniziative la domenica di apertura o il sabato, come ad esempio un mercatino dell’usato o del baratto nelle due piazze o ancora un mercatino vecchi sapori. In questo modo la gente viene a Massa e, se vede tutto aperto, passa anche da noi».
La pensa così anche Albertini Floriana di Saltinarte, un negozietto di bricolage e articoli di belle arti, un vero e proprio bazar considerato un paradiso terrestre per gli amanti dell’arte fai da te. Dentro al suo negozio si può trovare veramente di tutto, dalla colla a caldo al colore più raro per dipingere un quadro, e da ormai tredici anni è un elemento fondamentale di via Cairoli. «Io durante l’estate – spiega Floriana – faccio diversi corsi di bricolage per strada e dal momento che funzionano li riproporrò sicuramente. Poi è chiaro che bisognerà creare iniziative che coinvolgano la clientela come è stato per Massa in forma. Se poi sfruttassimo lo spazio alle Jare per fare un parcheggio e mettessimo una navetta che porta al centro, allora la gente verrebbe anche più volentieri».
Poco più in là si trova Trip, un negozio di prodotti bio e nostrani, dall’olio toscano al vino biodinamico, dal portafoglio di pelle conciata naturale a un maglione di cashmere colorato con tinta vegetale. Un vero esempio di mercato ecosostenibile di buona qualità, quindi, e ad impatto climatico zero. La sua responsabile, Giulia del Monte, è una giovane imprenditrice intraprendente con le idee ben chiare su come rivitalizzare una zona. «Noi – commenta – abbiamo un calendario ricco di eventi che, se andranno in porto, comunicheremo. Saranno tutte attività che avranno come filo conduttore la sostenibilità e si svolgeranno qui nella piazzetta della Conca. Potranno essere degustazioni, mostre e via dicendo».
Anche Fabio Corradi titolare della Conca, il ristorante solo pesce, nostrano, che si affaccia sulla piazzetta, ha tante idee. «Certo se avessi il permesso – spiega – metterei i tavoli fuori abbellendo un po’ la piazzetta con piante e una botte. Ma poi mi piacerebbe fare anche una mostra di pesce povero, come la mustella. Io ho il peschereccio e pescherei io stesso i pesci da esibire».
Oltre a quelli citati sono tante altre le attività commerciali che si trovano in questo piccolo scorcio di terra che potranno beneficiare dalla chiusura del centro storico, anche se non tutti ne sono così sicuri. «Chiudono il centro ma qui le auto continueranno a passare – commenta Anita del Chichibio – quindi io, ad esempio, continuerò ad essere penalizzata perché continuerò a non poter mettere i tavoli fuori. Questa via dovrebbe essere completamente pedonale».
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