Il Tirreno

Settecento firme per la Caravella

Settecento firme per la Caravella

Marina si mobilita in difesa dello storico spazio di divertimenti

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MARINA DI CARRARA. Settecento firme raccolte in pochi giorni per salvare la Caravella dalla privatizzazione: le ha raccolte un neonato comitato di cittadini, mosso dalla preoccupazione per il futuro dello storico spazio posto tra viale Colombo e viale Vespucci, in prossimità dell’accesso alla passeggiata del molo di ponente. La Caravella è una proprietà del Demanio Pubblico che fino allo scorso giugno, l’aveva affidata in concessione al Comune di Carrara per 900 euro all’anno: adesso però i termini sono scaduti, proprio in concomitanza con un cambio di norma a livello centrale. La precedente legge prevedeva infatti che le aree demaniali invendute andassero gratuitamente ai comuni di competenza: il governo Monti ha stabilito invece che anche in mancanza di acquirenti privati, i municipi interessati a prendere possesso di questi spazi dovranno comunque sborsare qualcosa.

E secondo indiscrezioni, la cifra chiesta per la Caravella, sarebbe decisamente cospicua e si aggirerebbe intorno ai 100mila euro di affitto all’anno. Visto che le casse di piazza 2 Giugno non sono nelle condizioni di sostenere questa spesa, la Caravella sembra quindi destinata a rimanere di proprietà del Demanio oppure ad essere acquistata da un privato, due opzioni che non piacciono affatto ai cittadini di Marina di Carrara: «Lo spazio è abbandonato al più totale degrado, non viene pulito e rappresenta una ferita in una zona strategica di Marina», racconta Marosa Corradi, nota commerciante marinella e tra i promotori della raccolta firme. Viste le condizioni in cui, ormai da anni, è abbandonata la Caravella i cittadini si sono armati di carta e penna e, riuniti in un comitato, hanno lanciato la raccolta firme per chiedere il recupero e il mantenimento a uso pubblico dello spazio: «Vogliamo che la Caravella torni a essere quello che era, un luogo aperto a tutti i cittadini», spiega ancora Marosa, annunciando che raccolta firme a parte, il comitato è pronto a dare vita anche a iniziative più “forti”, pur di salvare questo spazio.

Una battaglia, quella lanciata dal comitato, immediatamente condivisa anche dal circolo Alfio Maggiani di Rifondazione Comunista.

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