Il Tirreno

Mor: «Variamo», e gli operai scioperano

di Cinzia Carpita
Mor: «Variamo», e gli operai scioperano

L’Azienda vuole liberare il bacino alla vigilia dell’incontro a Roma. La Rsu insorge: martedì picchetti e assemblea

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CARRARA. La tensione si impenna a livelli stratosferici nel cantiere navale di Marina. Il 17 prossimo ci sarà l’incontro al ministero dello sviluppo economico, sul destino di Nca rispetto alle manifestazioni di interesse arrivate a Invitalia da tre soggetti (prima la Ocean Independence, e poi Tecnomar e la cordata Antonini-Corsi); ma l’azienda ha deciso di varare la nave Messina commissionata dalle Ferrovie, proprio alla vigilia del tavolo romano. Il che ha fatto andare su tutte le furie la rsu, che aveva ottenuto slittamenti dalla direzione.

E allora martedì prossimo gli operai scenderanno in sciopero. Così, dopo un periodo di relativa calma fra lavoratori e vertici Nca, ricomincia il braccio di ferro, che pare non avere prodotto in questi giorni alcun risultato di mediazione da parte delle istituzioni.

L’amministratore delegato Luigi Mor non intende dilazionare oltre il varo, mentre i lavoratori considerano la nave in bacino una garanzia per la loro vertenza. Finché non parte, – questa la posizione a suo tempo presa – ci sarà qualcosa su cui trattare se il cantiere non resterà del tutto vuoto. In una nota le rsu spiegano che: «in quest'ultimo periodo hanno ritenuto necessario ed importante mantenere un basso profilo riguardo la fase estremamente delicata che la vertenza Nca sta assumendo. Proprio per questo, per non essere tacciati di irresponsabilità nei confronti dei lavoratori e delle eventuali prospettive sul loro futuro che potrebbero scongiurare la messa in liquidazione dell'azienda, hanno evitato di esporsi ad eventuali strumentalizzazioni, sia riguardo l'argomento privatizzazione, sia riguardo la commessa di lavoro che si è andata a concretizzare in questi giorni (2 piattaforme per la rimozione della Costa Concordia) e che, anche se vedrà impiegato un ristretto numero di persone,consentirà di tenere sempre accese quelle luci che hanno dato lustro ai Nuovi Cantieri Apuania in tutto il mondo per la sua grande professionalità».

A fronte di tutto questo, dice ancora la rappresentanza sindacale, «alla luce dell'incontro che si terrà al ministero dello sviluppo economico il giorno 17 ottobre, dal cui esito le Rsu e i lavoratori si aspettano di poter conoscere meglio quali garanzie potrà riservargli il futuro, l'azienda, sorda anche all'appello delle istituzioni locali che in più di un'occasione hanno tentato di mediare affinché si potesse attenuare il clima di tensione, ha assume ancora una volta un atteggiamento irresponsabile, comunicando di voler varare la nave delle Ferrovie il giorno prima dell'incontro di Roma. Per questo le Rsu indicono per il 16 ottobre uno sciopero a partire dalle ore 5,45 con relativi picchetti davanti alle portinerie ed alle ore 8 un'assemblea con i seguenti ordini del giorno: lavori piattaforme per rimozione Costa Concordia, tavolo a Roma del giorno successivo e varo RFI».

Le critiche mosse all’azienda vengono respinte dal manager Mor: «Siamo in assoluta buona fede. Noi abbiamo definito la data del varo, prima di conoscere la convocazione del tavolo a Roma. D’altra parte non potevamo sapere quando sarebbe stato stabilito l’incontro. Sono sempre stato disponibile verso le richieste dei lavoratori, l’ho dimostrato con i fatti e per questo sono sereno. Non penso che il tavolo del 17 sarà risolutivo, forse ci saranno altri incontri e non si può rinviare all’infinito il varo». Mor sembra irremovibile anche di fronte alla proclamazione dello sciopero nel giorno in cui vorrebbe varare la Messina. Il programma della direzione è di liberare il bacino, asciugarlo e prepararlo ad accogliere le due piattaforme dell’operazione Concordia. «E’ in arrivo il materiale. Ci sarà lavoro per circa sei settimane».

Se le posizioni resteranno contrastanti, fra azienda e lavoratori, martedì potrebbe diventare un giorno esplosivo. Il sindaco intende domani tentare una mediazione: «Ci sono ragioni dell’azienda e dei lavoratori, che vanno conciliate, per andare a Roma nel clima più sereno possibile». Ma intanto i lavoratori sono mobilitati: «Facciamo quello che possiamo. Scioperiamo. Faremo picchetti per non far entrare le ditte. Abbiamo appreso dal sindaco la data di convocazione a Roma, e nello stesso giorno dalla direzione Nca la data del varo. Sapevamo che c’era l’intenzione di varare la nave per liberare il bacino e accogliere le piattaforme. Ce lo avevano detto giorni fa i dirigenti. Siamo tornati da loro con la lettera di convocazione del ministero, ma non c’è stato nulla da fare. In tre mesi abbiamo speso tante ore di sciopero, abbiamo poi consentito di dare acqua in bacino, di far galleggiare la nave. Ormai per il varo si poteva aspettare questo incontro a Roma».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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