La manifestazione
«Meno luci, risparmiamo 200mila euro»
Il Comune si prepara a recepire il decreto “Cieli bui”: sarà acceso un lampione su due, si spegneranno le vie disabitate
MASSA. Lampioni accesi uno sì e uno no, monumenti senza illuminazione dopo la mezzanotte, intere strade di campagna, dove non si affacciano abitazioni, oscurate del tutto. Massa si prepara ad accogliere le nuove direttive sul contenimento dei consumi energetici – l’operazione “Cieli bui” – contenute nella legge di stabilità approvata lunedì. E quelli sopra elencati sono i provvedimenti ai quali l’assessorato alle Politiche energetiche del Comune di Massa, guidato dall’assessore Andrea Ofretti, sta pensando per adeguarsi alla nuova stretta sui consumi. Una stretta che, però, per una volta non sembra soffocare l’amministratore. Anzi.
«L’anno scorso il Comune di Massa ha speso un milione e 13.476 euro per i consumi di energia elettrica dell’impianto di illuminazione delle strade e dei semafori – spiega Ofretti – e altri 477.523 per la luce negli edifici pubblici, comprese scuole, palestre e piscina. In tutto, praticamente, un milione e mezzo di euro». Sono tanti, «ma – spiega Ofretti – sono sensibilmente inferiori agli anni precedenti, per una cifra tra i 100mila e i 200mila euro, grazie ad alcuni accorgimenti che, già prima dell’operazione “Cieli bui”, abbiamo messo in atto. E con gli ulteriori accorgimenti prevediamo di risparmiare altrettanto».
Né a Massa, né in tanti altri comuni d’Italia, infatti, il contenimento dei consumi elettrici è una novità. I tagli al budget municipale, inutile dirlo, hanno imposto da tempo tagli alle spese. Alle falde delle Apuane gli assessorati alle Politiche energetiche e ai Lavori pubblici (assessore Fabrizio Brizzi) lavorano in sinergia per rallentare il contatore. E gli effetti vengono alla luce (vedi box a destra).
Ma non basta. Perché ai Comuni verrà chiesto di abbassare o spegnere del tutto la luce in certe strade o addirittura quartieri della città. Cosa succederà a Massa? «Aspettiamo il decreto – spiega Ofretti – e vedremo. Appena avrò letto il testo preparerò un atto di giunta. Di cose da fare ce ne sono». L’assessore ha le idee abbastanza precise. «Ad esempio basterebbe tenere acceso un lampione sì e uno no, oppure togliere la luce dalle zone non abitate e non trafficate. Chiedo ai cittadini: vi siete mai girati verso i monti la sera? Avete visto che è tutto illuminato come fosse giorno? Eppure ci sono strade dove non abita nessuno. A che serve tenere acceso?».
Anche le zone abitate della città, però, sono nel mirino. «Prendiamo piazza Liberazione – spiega Ofretti – con lampioni, fari, luci. Che bisogno c’è di avere tutta quella luce? È troppa. Il nostro motto è “ridurre, ridurre, ridurre”».
Strade meno illuminate rispetto a oggi, assicura l’assessore, non significa strade meno sicure. «Io non dico di andare a giro con le candele – spiega – ma di evitare gli sprechi. Perché con questi accorgimenti si possono risparmiare soldi che servono per dare ai cittadini i servizi che oggi non ci possiamo permettere. E non parlo di grandi cose, ma di manutenzione, di maggiore pulizia delle strade. Perché quando vado a chiedere un po’ di soldi per mettere un prato, i soldi non ci sono. Stare attenti a consumare solo il necessario, senza sprechi, farebbe risparmiare magari non tantissimo, ma quel che basta per avere altri servizi. Ripeto: questa è la vera spending review».
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