Il dolore
Carmassi: mamma coraggio ha vinto ma non si ferma
CARRARA. Studiare è un diritto oppure è diventato un campo di continue battaglie? Daniele Carmassi, presidente dell’Afaph (associazione famiglie portatori di handicap) torna sull’argomento purtroppo...
CARRARA. Studiare è un diritto oppure è diventato un campo di continue battaglie? Daniele Carmassi, presidente dell’Afaph (associazione famiglie portatori di handicap) torna sull’argomento purtroppo sempre di cocente attualità riguardante i tagli che vengono fatti alle ore di sostegno che dovrebbero spettare agli alunni diversamente abili della nostra provincia.
In particolare sta seguendo e sostenendo il caso della mamma coraggio che da anni porta avanti la sua battaglia per permettere al figlio, un ragazzo autistico di 17 anni, di studiare come tutti gli altri ragazzi. «Nella maggior parte dei casi - scrive Carmassi - la lotta contro le istituzioni per far valere il diritto al proprio figlio di avere l’adeguato numero di ore di sostegno è una lotta che si ripete ogni anno. La mamma coraggio infatti combatte per far valere tali diritti da quando il figlio ha iniziato le scuole elementari e oggi è al secondo anno del liceo artistico Gentileschi di Carrara quindi, è evidente, che è stremata oltre che avvilita. Anche perché non combatte contro i mulini a vento ma per qualcosa che spetta di diritto al proprio figlio cioè le ore di sostegno che vengono stabilite dal P.e.i, il Piano Educativo Individualizzato, che viene stilato da un neuropsichiatra in collaborazione ai genitori e agli insegnanti di sostegno e che stabilisce, di anno in anno, di quante ore abbia bisogno il ragazzo sottoposto ad esame. Ogni anno il P.e.i stabilisce un tot di ore e magicamente queste ore nella realtà si riducono notevolmente. Quest’anno ad esempio le ore previste dal P.e.I per il figlio sono 18 e le ore assegnate nella realtà sono 6 che equivalgono ad un’ora al giorno di scuola. Le altre ore il ragazzo cosa dovrebbe fare? Mamma coraggio ha già lanciato vari appelli tramite la stampa affinché altri genitori che si trovano nella sua medesima condizione si uniscano a lei per far valere quello che è un diritto costituzionale, per portare avanti un ricorso ed eventualmente una causa perché a lei non interessa ottenere solo un risultato per il proprio figlio ma vuole lottare per tutti gli altri ragazzi in difficoltà, vuole lottare contro una situazione scolastica che non funziona, contro un sistema che taglia di continuo».
Ricorda: «Dopo aver sollevato a settembre la questione delle pochissime ore di sostegno per il figlio, ha ottenuto, provvisoriamente e dietro minaccia di vie legali, le 18 ore previste. Quello che ci chiediamo è se bisogna ogni volta arrivare a tanto per ottenere ciò che spetta e se, per ottenerlo, bisogna anche sentirsi in colpa perché ora è così che si sente, in colpa dal momento che la preside del polo artistico in un articolo de Il Tirreno dichiara: “Il fatto poi è che chi fa ricorso, e vince, vince solo per se stesso. E le ore che do a lui per arrivare a 18, le devo togliere ad altri”». Carmassi sottolinea però che non è così: «Per il Consiglio di Stato l’Amministrazione Scolastica non può ridurre le ore di sostegno ad altri alunni con disabilità in caso di sconfitta in un processo per il sostegno (Sentenza 1134/05), perché il ricorso si vince contro l’amministrazione, che deve quindi aggiungere ore di sostegno, e non contro l’altro alunno che non è neppure parte del procedimento, al quale verrebbero sottratte». Mamma coraggio è fortemente amareggiata dalle parole della preside del liceo artistico: non vuole apparire come qualcuno che ruba ad altri figli per darne al proprio. Ma lei non si arrende e porterà avanti la battaglia per ciò che spetta di diritto anche a tutti gli altri ragazzi, sperando di porre fine a questa triste situazione. Daniele Carmassi sostiene Rosa nella sua battaglia e si chiede come possa una preside aver usato certe parole. Secondo il presidente dell’A.fa.p.h la preside del liceo Gentileschi invece di rispondere come ha fatto su Il Tirreno avrebbe dovuto unirsi a Rosa e a tutti gli altri genitori nella lotta contro questi ingiusti tagli schierandosi solo ed unicamente a favore del bene dei suoi studenti. E conclude: «Rosa e suo figlio comunque non sono i soli a trovarsi in questa situazione. Il problema dei tagli alle ore di sostegno è un problema che riguarda tanti ragazzi disabili e tanti genitori, un problema che si estende a tutta la Toscana al punto che l’On.Fabio Evangelisti ha presentato un’interpellanza al Ministero dell’Istruzione, per sapere se il Ministro non ritenga urgente intervenire al fine di affrontare e risolvere le questioni relative al sostegno scolastico in favore di studenti e alunni con disabilità». L’on. Evangelisti è anche disponibile ad incontrarsi con le famiglie dei ragazzi privati delle ore di sostegno e con le organizzazioni interessate: per maggiori informazioni è possibile contattare Daniele Carmassi al numero 3386456636.
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