Sicurezza
«Un patto con i privati per rilanciare il lavoro»
Il sindaco: «Via alla riqualificazione dei centri di Piazza, S. Eustachio e Capanne» Cantine, centro fitness e un frantoio comunale nell’area di Montepepe
MONTIGNOSO. Un nuovo patto tra pubblico e privato per dare lavoro, riqualificare i centri storici di Piazza, Capanne e S.Eustachio, dare fiato agli imprenditori che hanno ancora voglia (e risorse) per investire nella propria azienda e, ancora, dare un po’ di ossigeno (soldi freschi) alle cassa comunali per evitare inasprimento di tasse o riduzione dei servizi.
E’ un manifesto non solo di intenti quello che il sindaco Narciso Buffoni rilancia per questo scorcio di fine anno con un messaggio chiaro anche per il futuro prossimo.
«C’è una emergenza lavoro. Il nostro era il Comune con il più alto reddito pro capite della Provincia ma la crisi ha colpito duro le ditte, specie quelle più piccole, specie quelle legate all’edilizia - spiega - A questa emergenza cerchiamo di dare una prima risposta concrete con l’approvazione di alcune varianti urbanistiche. Già definite quelle per la riqualificazione dei centri storici di Piazza,Capanne e S.Eustachio. In preparazione quella di Cerreto. Si tratta di interventi che danno possibilità ai privati di ampliare o ristrutturare, il tutto accompagnato da interventi pubblici mirati ad esempio sui parcheggi».
Prende fiato il sindaco per annunciare quella che si spera sia la vera svolta nei prossimi mesi. «Avevamo aperto un bando per sondare le manifestazione di interesse a investire, nel solo comparto produttivo, da parte dei privati. Da una prima scrematura abbiamo 11 progetti da mettere sotto la lente di ingrandimento e a nostro avviso meritevoli di essere subito accolti. Si tratta di imprese e imprenditori locali che vogliono ampliare la loro attività. Per esempio cito volentieri, perché ci vede coinvolti come Comune, il caso di Montepepe dove il privato vorrebbe investire per realizzare una cantina esposizione dei prodotti vinicoli locali, sede anche di incontri, e persino un centro fitness. Una occasione che si colloca tra produzione e turismo legato all’ambiente. Da parte nostra in quell’area vorremmo realizzare un frantoio moderno (circa 300mila euro ndr) da far gestire al consorzio locale dei produttori di olive. I soldi? Stiamo cercando tra fondi comunitari dedicati al settore».
Conclusa, sia pur tra le polemiche, anche la vicenda del recupero delle aree dell’ex segheria Bertoneri e dell’ex Coca Cola. «Dopo anni e anni abbiamo chiuso la vicenda. I privati realizzeranno delle villette e case in parte a regime convenzionato e in parte non. In cambio realizzeranno una strada e una piazza. Inoltre, oltre agli oneri di urbanizzazione, dovranno sborsare, entro l’anno, 540mila euro di extra oneri. La polemica? Anni fa, quando l’edilizia tirava, gli oneri extra erano stati valutati dall’amministrazione comunale circa 800mila euro. I tempi, per il mercato immobiliare, sono cambiati e abbiamo deciso per uno scontro sugli extraoneri (e solo su quelli): in questo periodo tutte le occasioni per creare lavoro vanno valutate con un occhio di riguardo. Nel caso si recuperano anche due zone ormai degradate».
I conti. «Dai tagli del governo al forte indebitamento per i mutui contratti negli anni scorsi: il Comune deve affrontare una situazione difficile. Non vogliamo aumentare tasse o ridurre servizi e quindi la risposta concreta e non piagnona è quella di cercare risorse extratributarie». Quali? Dal bagno comunale il Comune incassa circa 110mila euro l’anno. E’ stato trovato un accordo anche per la ex cava Viti. Entro dicembre arriveranno 150 mila euro e i 500 mila euro pregressi verranno versati a rate da 120mila euro all’anno. In più ovviamente verranno corrisposte le royalties da definire con il gestore della discarica e il Comune di Pietrasanta (grossomodo circa 280mila euro) . Scade il prossimo anno anche la concessione per il porto canale che finora ha consentito entrate di 240mila euro l’anno. E’ stato raggiunto un accordo anche con Telecom per l’affitto di un’area comunale al Cinquale per un ripetitore per telefonini: circa 30mila euro l’anno. Stessa cifra entrerà in cassa dal via libera ad un asilo privato («che ha consentito comunque una sezione in più», dicono gli amministratori).
Aronne Angelici
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