Il Tirreno

Rubano il vitello e lo macellano nella stalla

Rubano il vitello e lo macellano nella stalla

I ladri hanno lasciato le zampe e la testa. E hanno ignorato un altro bovino più vecchio

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La testa dell’animale era in un angolo della stalla, le zampe erano poco più in là. In mezzo a un lago di sangue le interiora del vitello. Dentro al recinto la mucca girata dall’altra parte per non vedere quello scempio. È questo che ha trovato il proprietario del bestiame ieri mattina quando è andato a portare da mangiare ai bovini. Una scena raccapricciante, una macellazione fatta su due piedi in un luogo neppure igienicamente adatto. Ma con una precisione da uomo del mestiere, un macellaio insomma. Ad aiutarlo almeno altre due persone, che gli hanno dato una mano a issare la carcassa - almeno duecento chili - sul furgone parcheggiato poco distante. Sul terreno c’erano ancora le tracce degli pneumatici. Sull’episodio, avvenuto la scorsa notte dalle parti di Marina, indagano i carabinieri.

È la prima volta che succede una cosa del genere nella nostra città, ma in Emilia quello dei furti di animali macellati sembra essere un fenomeno abbastanza ricorrente. I militari hanno escluso che si tratti di musulmani, perché il vitello non è stato fatto dissanguare prima di usare i coltelli per dividerlo a pezzi. Ma confermano che a fare il lavoro è stato un macellaio professionista. Ha tagliato le zampe e la testa perché non hanno mercato e quindi sarebbero stati soltanto di intralcio e poi ha aperto il ventre togliendo tutto quello che non era commestibile. Tenendo il fegato, però. E a quanto pare oltre che preciso il ladro macellaio è stato anche veloce, visto che non deve aver impiegato più di un’ora per uccidere l’animale e per prepararlo al trasporto.

Resta da capire perché lo ha fatto. Non sarà semplice piazzare la carne, infatti. Il sospetto dell’Arma è che sia stato un furto su commissione e il mandante sia da ricercare nel mondo della ristorazione. Quasi sicuramente non in quella locale, ma in quella limitrofa. Difficile infatti pensare che i ladri possano distribuirla al dettaglio. Impossibile poi, con i controlli che si sono, che venga venduta in macelleria. Ecco che l’unica strada percorribile è quella dei ristoranti. In particolare quelli dove si serve solo carne. Il prezzo dell’animale, sui trecento chili, più o meno dovrebbe aggirarsi attorno ai quattromila euro. Ma forse, vista la provenienza poco pulita, anche qualcosa di meno.

In un primo momento i carabinieri avevano seguito anche un’altra pista, quella dell’avvertimento malavitoso. Ma poi non tornavano i conti: la criminalità organizzata non si sarebbe portata via la carcassa e soprattutto non avrebbe eviscerato l’animale. Il proprietario della stalla poi ha detto di non aver mai ricevuto minacce.

La pista è quella del furto su commissione, quindi. Ed è stato un colpo studiato lungamente perché il macellaio e i suoi complici hanno cronometrato i tempi e soprattutto hanno calcolato il modus operandi. Si sono concentrati sull’animale più giovane, anche perché la carne è più tenera e quindi costa di più. Non hanno praticamente lasciato tracce perché hanno indossato una tuta e degli stivali che poi si sono portati via.

Sarà davvero difficile risalire ai colpevoli. La speranza è che non sia il primo di una lunga serie di furti del genere. Come è successo in Emilia e in altre parti del Nord.

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