Il Tirreno

il caso delle fatture non pagate

Rabbia della Meridiana intervengono i carabinieri

AULLA. Un consiglio comunale decisamente movimentato quello di giovedì sera. Infatti, oltre all’esplosione della crisi politica in maggioranza, si è verificata l’esplosione della rabbia di tre...

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AULLA. Un consiglio comunale decisamente movimentato quello di giovedì sera. Infatti, oltre all’esplosione della crisi politica in maggioranza, si è verificata l’esplosione della rabbia di tre esponenti della ditta Meridiana s.r.l., presenti in sala consiliare, con relativo intervento dei Carabinieri. All’origine di tutto una interpellanza presentata dal capogruppo del Popolo della Libertà, Sandro Caponi, con la quale si chiedeva al sindaco di relazione su due lettere protocollate in municipio a settembre, inviate dalla ditta Meridiana s.r.l. e, a quanto pare, in possesso della Procura della Repubblica e della Corte dei Conti. Lettere molto lunghe, in cui si parla di fatture non pagate e di debiti fuori bilancio, lettere in cui si fanno nomi e cognomi di alcuni protagonisti della macchina comunale aullese, passati e presenti, con dovizia di particolari su incontri e fatture per lavori, con tanto di importo, il cui pagamento viene rivendicato non da ieri, ma dal 2009. Ma quali sono i lavori oggetto del contendere? Si tratta della realizzazione di un complesso edilizio nella frazione di Albiano Magra e di opere di urbanizzazione presso la località Valle dei Mulini nella frazione di Caprigliola, ma c’è anche la mai terminata, anche a causa dell’alluvione, scuola materna in viale Lunigiana ad Aulla. Ed è proprio attorno alla scuola materna di viale Lunigiana che il discorso si fa lungo e complicato, con altre imprese che scendono in campo, contorti avvicendamenti societari (con annesse quote) e addirittura l’ipotesi dell’esistenza di quote occulte in una determinata società. Sarà la magistratura a fare luce, ma, nel frattempo, c’è da registrare la bagarre che si è verificata giovedì sera, quando uno degli esponenti della ditta si è alzato in piedi dalle sedie riservate al pubblico, iniziando ad urlare come un forsennato, con spiccato accento meridionale, quando il sindaco Roberto Simoncini parlava degli oneri di urbanizzazione che la ditta dovrebbe corrispondere al Comune, seguito a ruota dagli altri due. Inevitabilmente la presidente dell’assemblea Marusca Bonini si vedeva costretta ad interrompere la seduta e sembrava addirittura che il consiglio comunale dovesse concludersi, anche perché i decibel non accennavano a diminuire.

A riportare ordine erano, infine, i Carabinieri, che intervenivano per ben due volte, visto che i tre si ripresentavano in un secondo momento, dopo avere lasciato il municipio una prima volta. (g.u.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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