Sicurezza
Dramma Aimeri, 10 licenziati
Assemblea dai toni drammatici dei dipendenti a Bagnone, probabile l’assemblea permanente
BAGNONE. Assemblea straordinaria dei lavoratori della ditta di raccolta rifiuti “Ameri”, dopo che la ditta ha recapitato a 10 dipendenti, su un totale di 80, la lettera di fine rapporto.
Una situazione che sta diventando sempre più drammatica quella della ditta che si occupa del servizio porta a porta di raccolta dei rifiuti.
Gli esuberi previsti però fanno parte di un piano più grande, dato che l’azienda opera in tutta la penisola, la notifica sarebbe arrivata ad altri 209 dipendenti. Dietro questo ennesimo capitolo di disagio lavorativo si nascondono vari elementi che hanno concorso a porlo in essere. In primis la mancanza di pagamento da parte dei soggetti che usufruiscono del servizio, ovvero varie amministrazioni lunigianesi.
Se la cifra fosse confermata si tratterebbe di un importo superiore ai 2,5 milioni di euro.
Nel mirino dei lavoratori però ci sono anche le scelte da parte della Aimeri. I lavoratori quindi si schierano compatti al fianco dei loro colleghi licenziati.
«Chiediamo – spiegano i dipendenti- che sia istituito un tavolo di trattative tra l’Unione dei comuni, visto che è una contraente del contratto, e i dirigenti della ditta. Se entro sabato (oggi per chi legge, ndc) non ci saranno risposte i lavoratori entreranno in assemblea permanente, consentita dal contratto, non escludendo azioni eclatanti». Questo è quanto scaturito dalla riunione.
Il disagio di questa situazione però si mostra quando ci parlano della loro situazione lavorativa: «Siamo allo stremo, lavoriamo sotto organico, ci vorrebbero infatti per dare un migliore servizio altre 15 persone. Quello che noi svolgiamo è un servizio importante dal punto di vista sanitario. L’altro dubbio che ci assale è che non sappiamo cosa vaglia fare l’Unione dei Comuni. Non accettiamo di perdere 10 nostri colleghi». Gli stessi mezzi con cui operano non sembrano sufficenti per adempiere la proprio dovere: «Abbiamo in totale 70 mezzi – racconta un operatore - ma funzionanti solo circa 20. Gli altri 50 sono bloccati in quattro officine del Nord Italia, riparati ma non consegnati, ci dicono per problemi di pagamenti. Altri non possono proprio muoversi perché nelle ultime due settimane la ditta non ci passa le tessere carburante».
Altre preoccupazioni: «Non ci vengono neanche più dati i buoni pasto. Siamo in una situazione terribile. Abbiamo anche un contratto nuovo, che rappresenta un salto di qualità rispetto al precedente, ma non viene considerato». In queste condizione è dura svolegre un compito importante per il territorio, eppure anche in una situazione come questa non rinunciano a pensare a chi è il fruitore finale del servizio: «Come dipendenti ci vogliamo scusare con i cittadini per il disagio, per quello attuale e quello futuro, non dovuto alla nostra volontà, ma alla mancata possibilità di operare in maniera efficiente dalla ditta». Oggi scatta l’ultimatum, i lavoratori sono pronti a scendere in campo uniti e compatti al fianco dei loro colleghi.
Cristiano Borghini
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