Italia
«Chiarezza sui risarcimenti della Camera di Commercio»
AULLA. «Daremo a un legale la lista dei nomi di chi ha beneficiato dei risarcimenti alle imprese alluvionate erogati dalla Camera di Commercio. Secondo noi, ci sono discrepanze da approfondire e...
AULLA. «Daremo a un legale la lista dei nomi di chi ha beneficiato dei risarcimenti alle imprese alluvionate erogati dalla Camera di Commercio. Secondo noi, ci sono discrepanze da approfondire e aspetti da chiarire, anche in rapporto a una lista di primi trenta nomi di cui siamo in possesso. D’altronde, basta scorrere la lista per rendersi conto che qualcosa di anomalo potrebbe esserci…».
A parlare è Maria, moglie di Bruno Mazzanti: quest’ultimo era titolare, assieme al fratello Giuseppe, di Gelo Mare, attività che era presente da venticinque anni sotto il porticato di via Anacarsi Nardi, attività spazzata via dall’onda anomala di acqua e fango del 25 ottobre scorso.
Nei giorni scorsi, tra l’altro, abbiamo fornito la notizia dell’imminente arrivo di oltre 13 milioni di euro, di provenienza regionale, a beneficio di 289 imprese della Lunigiana colpite dall’alluvione del 25 ottobre 2011.
Le imprese in questione, però, sono quelle che hanno rialzato le saracinesche, visto che il requisito per godere dei risarcimenti era avere investito per riaprire, mentre a rimanere a bocca asciutta sono quattro attività di Aulla che non sono riuscite nell’impresa.
Poche, è vero, ma anche queste attività garantivano uno stipendio alle famiglie di chi le gestiva e ci lavorava, contribuendo a fare circolare ricchezza.
Fra queste vi è appunto Gelo Mare, che era guidata in società dai fratelli Bruno e Giuseppe Mazzanti.
Ed è Bruno a sfogarsi con la stampa, dopo avere trascorso l’ennesima mattinata ad attendere il sindaco di Aulla, Roberto Simoncini, nei corridoi del municipio: «La cifra per riaprire era eccessiva, ma anche noi dovremmo avere diritto a qualcosa, anche perché sto ancora pagando le ultime forniture di pesce finite nel fiume Magra. Invece, nessun aiuto, niente euro, neanche una telefonata, siamo stati lasciati completamente soli. Anzi, qualcosa abbiamo avuto, tanti sì senza seguito dal sindaco, mentre la Regione Toscana ci ha ripetuto che non abbiamo i requisiti in base a quanto stabilito dalla Corte dei Conti. Quindi, voglio lanciare un appello: o ci danno la possibilità di riaprire da un’altra parte o ci danno un qualche aiuto».
(g.u.)
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