Sicurezza
Vietato coltivare fave in sei punti della città
MASSA. Per motivi di sanità pubblica e a tutela dell’incolumità fisica di alcune persone malate di favismo che vivono sul territorio comunale, il sindaco di Massa Roberto Pucci ha emesso due distinte...
MASSA. Per motivi di sanità pubblica e a tutela dell’incolumità fisica di alcune persone malate di favismo che vivono sul territorio comunale, il sindaco di Massa Roberto Pucci ha emesso due distinte ordinanze sindacali con le quali viene istituito il divieto assoluto di coltivare fave in un raggio non inferiore a cinquecento metri dalle abitazioni che si trovano in via Pontestrada e in via Pietrasanta e in un raggio non inferiore a 500 metri dall’asilo di via Candia.
Lo stesso divieto assoluto di coltivazione vale in un raggio non inferiore a 500 metri dall’abitazione che si trova in via Camponuovo e in un raggio non inferiore a 500 metri dalla scuola media superiore “Meucci” di via Marina Vecchia e in un raggio di 500 metri dalla piscina comunale.
Le ordinanze citate tutelano la vita di chi è affetto da favismo, una malattia rara causata da deficit dell’enzima glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, la cui carenza può determinare gravi crisi emolitiche non solo per l’assunzione per via orale di fave ma anche per l’inalazione di pollini. È pertanto necessario e doveroso adottare tutte le misure preventive possibili per prevenire tali crisi nelle persone soggette.
Chi trasgredisce alle ordinanze sarà perseguibile penalmente (ai sensi dell’articolo 650 del codice penale). Le ordinanze non valgono solo nel periodo in cui ricorre la semina dell’ortaggio ma fino all’emissione di ordinanza di revoca delle stesse, qualora le persone malate modificassero la loro residenza o gli abituali luoghi di frequentazione.
Per quest’ultimo motivo, infatti, è stato revocato il divieto di coltivazione fave nel raggio di 500 metri dalla media “Stafetti” e dalla chiesa San Pio X di via Rosselli.
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