Sicurezza
Giacomelli la star della cucina apuana
Conferme per Riccà e il Caveau del Teatro, ma poche novità
MASSA CARRARA. Primo: per mangiare da re bisogna uscire dal territorio provinciale: bastano anche pochi chilometri e raggiungere Lorenzo a Forte dei Marmi, tempio della cucina di pesce (17/20) o spingersi fino a Firenze all’Enoteca Pinchiorri (per un pasto da 18,5/20 e un conto che può arrivare anche a 300 euro!).
Secondo: nella guida, meno segnalazioni per i ristoranti apuani rispetto alle edizioni degli anni passati, segno – forse – di una spending rewiew gastronomica, o, forse, di una decadenza della cucina locale. Terzo: la gerarchia dei ristoranti di casa nostra non cambia, secondo i gourmet della pubblicazione.
Dice questo la Guida dell’Espresso edizione 2012, che da oggi sarà nelle librerie di tutta Italia. Dice, cioè, che poco c’è di nuovo nel panorama della ristorazione di Massa e Carrara, ma che la cucina apuana sa ancora difendersi.
Giacomelli the best (14,5). E dice, anzi riafferma, che è Patrizio Giacomelli lo chef numero uno della zona. Nell’edizione 2011, la Guida dell’Espresso aveva dato un bel 14,5/20 alla Conchiglia di Marina di Massa condotta dal talentuoso cuoco apuano. E quest’anno conferma il voto, 14,5 a “Patrizio al Fortino”, ossia al ristorante che Giacomelli ha rinnovato e preso in gestione da meno di un anno. Dove si spendono 70-80 euro (50 per il menù “di lavoro”) per sperimentare “l’estro creativo (di Giacomelli) che poggia sull’indubbia qualità del pescato.
Riccà: una certezza (14). 50 anni di storia, una cucina solida e di qualità, Riccà è un’altra certezza certificata dagli scout dell’Espresso che ne sottolineano “il garbo e la schiettezza”, ne segnalano e lodano il menù “pesce dimenticato” e i ricarichi corretti della cantina. 14/20 èla valutazione, immutata dall’altr’anno; dai 55 ai 90 euro il prezzo.
L’Arco di Cybo brilla (13,5). Conferma le sue qualità il bel locale di Piazza Portone, sotto l’arco malaspiniano. “Cucina attenta ai sapori di mare e di terra, intelligentemente costruita con calibrate innovazioni”, dice la guida che sottolinea però anche un “servizio in imbarazzo”. Immutata la valutazione 13,5; prezzi da 33 a 55 euro.
Il Trillo cresce (13). Attenzione alla tradizione, cura nella preparazione aggiunti alla piacevolezza del luogo fanno del Trillo di Castagnetola un ristorante apprezzato, che anzi sale nella valutazione dell’Espresso da 12,5 a 13/20.Prezzi da 30 a 45 euro.
Osteria del Borgo 12,5). Un altro punto fermo della cucina massese, premiato con 12,5/20 (confermati) e con una lode alle lasagne stordellate. Dai 20 ai 40 euro.
‘L Purtunzin di Ninan (13,5). Spostandoci a Carrara c’è il Purtunzin, locale raccolto e un po’ fuori mano ad attirare l’attenzione della guida, che gli assegna un buon 13,5/20 (come nel 2011). Dai 35 ai 60 euro.
Zenzero 29 (13,5). “Una riuscita combinazione di intuizioni, citazioni e buona tecnica” è alla base della cucina del ristorante di viale Colombo a Marina di Carrara, un giudizio che valela conferma del voto dello scorso anno: 13,5/20. Prezzi da 35 a 50 euro.
Ciccio e gli altri. La Guida segnala poi, senza valutazioni e commenti Ciccio Marina,Da Gero,Enoteca Velia e la Locanda Apuana di Colonnata.
Caveau del Teatro (14). In Lunigiana si mangia (mediamente) bene e il Caveau del Teatro di Pontremoli ne è un bell’esempio, dove si interpreta alla grande la tradizione del territorio. 14/20 è la valutazione (la stessa del 2011); il conto sta tra i 35 e i 45 euro.
Mileo (12,5). La trattoria di Montedivalli è un ulteriore esempio ( ma molti altri si potrebbero trovare) della buona cucina lunigianese. Di Mileo la guida sottolinea gli “ottimi piatti con i funghi” e segnala il buon rapporto qualità-prezzo. 12,5/20 la valutazione (come lo scorso anno); si spendono dai 25 ai 40 euro.
Claudio Figaia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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